Riconosco le persone dalle parole che usano. Da queste si deduce lo stile e dal grado di aggressività o di apertura al dialogo, l’approccio alla vita e la vivacità intellettuale. Le parole non sono tutte uguali, possono esprimere umiltà, supponenza o disagio. C’è una facoltà straordinaria nelle parole che usi, hanno la capacità di attrarre o allontanante chi non le condivide, chi non le sente risuonare con il suo io più profondo e possono definire te e i tuoi modi fastidiosi, irritanti e distanti.

Guadagnare la fiducia supera l’invidia e l’odio.
C’è chi online si lamenta, perché ha ottenuto molti “haters” a causa di alcune prese di posizione o per aver incrementato il pubblico attraverso aggressive, seppur lecite, tecniche di crescita. Altri sono andati in deroga alla loro reputazione con esternazioni degne dei peggiori “Bar di Caracas”.
Puoi ottenere molti riscontri online se ti mostri diverso, se scompigli le carte in tavola con energiche comunicazioni sopra le righe o se alimenti controversie.

Le parole definiscono chi le usa

Tuttavia, se vuoi, puoi giocare ad un tavolo diverso, in cui si guadagnano meno consenso e “mi piace” e, di conseguenza, una minore dose di invidia e odio: puoi farti gli affari tuoi.
Significa che puoi alimentare il ricordo di te come di una persona competente e affidabile, aiutando i tuoi lettori e intrecciando relazioni con altri professionisti che hanno il tuo stesso stile.
Le persone che ingaggi in un post in cui sei aggressivo e alimenti la rabbia, la frustrazione e l’identificazione di un nemico hanno una grande capacità di metterti in mostra, tuttavia i like e commenti che otterrai saranno futili metriche che non diranno di te che sei competente e utile per un determinato lavoro.
I like non pagano, al massimo otterrai la vicinanza di chi odia o invidia qualcosa o qualcuno.
Come vuoi essere ricordato?