Infuria la polemica contro Facebook, rea di non aver saputo contrastare l’immissione nella piattaforma di contenuti che incitano l’odio, la violenza e il cyber bullismo.
Dopo che numerosi contratti pubblicitari sono stati revocati da inserzionisti che non amavano affiancare il loro messaggio a lato di un contenuto offensivo e dopo le segnalazioni di numerosi gruppi di attivisti. Hanno pubblicato nel loro blog un post di scuse ammettendo la loro inefficacia:

In questi ultimi giorni, è diventato chiaro che i nostri sistemi per identificare e rimuovere i contenuti offensivi non hanno funzionato nel modo efficace come vorremmo, in particolare intorno alle questioni di odio di genere. In alcuni casi, il contenuto non viene rimosso rapidamente come vogliamo. In altri casi, il contenuto che dovrebbe essere rimosso è stato valutato utilizzando criteri obsoleti. Abbiamo lavorato negli ultimi mesi per migliorare i nostri sistemi per rispondere alle segnalazioni di violazioni, ma le linee guida utilizzate non sono riusciti a catturare tutto il contenuto che viola i nostri standard. Abbiamo bisogno di fare meglio – e lo faremo.

Gestire un miliardo di utenti non è cosa semplice, avere linee guida tolleranti quanto basta per non bannare anche una semplice ironica e reagire prontamente ad ogni segnalazione, che immagino siano milioni ogni giorno, è un’impresa titanica ma deve essere fatta. Personalmente comincerei con un bel repulisti degli utenti fake e troll senza nome e con il solo scopo di pubblicare senza farsi riconoscere. Questo può essere già un buon inizio.