Il marketing, nella visione di Kotler, non è mai stato soltanto un insieme di tecniche per vendere di più. È un intreccio di psicologia, sociologia e antropologia, tre discipline che spiegano il modo in cui pensiamo, ci relazioniamo e costruiamo il senso delle cose che ci circondano. Non riguarda solo le aziende: riguarda le persone e riguarda soprattutto te.
Quando lavori sul tuo posizionamento non stai facendo un esercizio di vanità, ma di responsabilità. Significa costruire autorevolezza, coltivare presenza e generare quella reputazione che ti permette di ottenere maggiore attenzione e fiducia. È un processo che si sviluppa giorno dopo giorno, contenuto dopo contenuto, incontro dopo incontro. Non puoi ignorarlo, perché non si tratta di farti notare: si tratta di farti scegliere.
Investire nel tuo brand è come versare un acconto per una polizza assicurativa sulla tua carriera. Non sai quando arriverà il momento in cui ti servirà davvero, ma sai che quel momento arriverà. Perché non esiste percorso professionale che non conosca interruzioni, svolte improvvise, crisi inattese: un licenziamento, un settore che cambia, un progetto che si spegne. È in quei frangenti che la reputazione diventa il salvagente che ti tiene a galla, quando tutto intorno sembra franare.
Se ci pensi, il patrimonio più prezioso che puoi costruire nel tempo non è un curriculum aggiornato o una lista di titoli accademici: è una rete di contatti reali. Persone che ti conoscono, che hanno letto i tuoi contenuti, che ti hanno conosciuto dal vivo e hanno visto come lavori. Non sono follower: sono relazioni che puoi toccare, a cui puoi scrivere o telefonare. Indirizzi e-mail e numeri di telefono che diventano l’infrastruttura invisibile della tua sicurezza professionale.
Quando perdi un lavoro, è questa rete che può segnalarti un’opportunità. In un momento di difficoltà economica, è questa rete che può darti un appiglio. Se decidi di iniziare una nuova attività, sono queste persone che possono diventare i tuoi primi clienti, i tuoi primi sostenitori, i tuoi primi promotori. In un mondo in cui la tecnologia cambia le regole almeno ogni cinque anni e in cui nessuna carriera è più lineare, l’unica vera stabilità nasce dai legami che sei stato in grado di costruire.
Ecco perché insisto tanto sul valore di un brand personale: non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana. Significa raccontare chi sei con coerenza, rendere visibili le tue competenze, dimostrare il tuo stile nel modo in cui scrivi, parli, reagisci. Significa che tutti i contenuti che pubblichi, tutte le interazioni che hai online e offline diventano tasselli che alimentano la percezione di chi sei. E quella percezione, che tu lo voglia o meno, decide quante opportunità arriveranno sulla tua scrivania.
C’è un equivoco diffuso: pensare che essere un brand serva solo a chi fa lavori creativi o a chi vuole diventare content creator. In realtà, riguarda chiunque. Che tu sia un avvocato, un ingegnere, un medico, un insegnante o un artigiano, hai bisogno di essere percepito come qualcuno di cui ci si può fidare. Perché la fiducia è la valuta invisibile che governa tutte le transazioni, professionali e personali.
Coltivare il proprio posizionamento significa non lasciare che siano gli altri a scrivere la tua storia. Significa scegliere di guidare la narrazione, invece di subirla, decidere di costruire oggi quello che ti proteggerà domani. E non serve fare gesti eclatanti: bastano costanza, autenticità e un impegno sincero nel voler essere utile agli altri.
In fondo, il marketing applicato alla persona non è altro che questo: un lavoro lungo e paziente che ti mette al centro della memoria di chi ti incontra. Perché quando verrà il giorno in cui avrai bisogno di quella memoria, scoprirai che non stai partendo da zero. Stai solo raccogliendo ciò che hai seminato.
Esiste una migliore polizza per la tua carriera?

L’ultimo lavoro trovato in ambito privato fu proprio tramite Linkedin, dopo che avevo sistemato il profilo secondo le tue indicazioni. Poi vabbè, ho fatto anche la scelta di passare al pubblico per motivi personali (e adesso su Linkedin sono tempestata da messaggi privati scritti con ChatGPT per ottenere un incontro… che non è il canale giusto e comunque non spetta a me!) Ora però devo lavorare sul brand della mia parte creativa, quale autrice di racconti, storie e in futuro romanzi. :)
Mi raccomando, Barbara, spakka!