Perché mi sembrano tutti impazziti?

Sono bastati quattro denari e un aperitivo per far scatenare una guerra tra fazioni di “operatori professionisti dei Social Media” (da ora OPSM), ho preferito questa dicitura all’orribile e inadatta, ed ora quasi infamante, di “influencer“.
I gruppi di OPSM erano già organizzati da tempo in gruppi, manipoli, squadre in cui si viveva una potente ed energica critica verso gli altri gruppi, ma mai è sfociata in conflitto armato.
Voglio ripercorrere in maniera telegrafica l’escalation del conflitto in corso.
Tutto è nato con #meetfs, un gruppo di OPSM invitato, il resto rimane a casa (molti sono pure felici di questo), ma essendo Trenitalia una crisi sempre aperta, chi non è andato ha visto bene di attaccare all’arma bianca e con possenti post e tweet quelli che si sono prestati. (per approfondire: #meetFS. Il masochismo del pubblico ludibrio)
Gilda35, all’inizio della settimana scorsa, annusa nell’aria l’odore del conflitto e se ne esce con questo MAESTOSO e profetico post: Il mud wrestling degli influencer
Poi è iniziato il conflitto con armi di grosso calibro, il celebre Marco Camisani Calzolari, già noto “scopritore” del mercato clandestino dei follower per le aziende, spara bordate contro Beppe Grillo affermando che la metà dei suoi seguaci di Twitter sono Bot, dimostrando ardimento non comune e in un primo momento, di non temere nulla e nessuno, salvo poi ritirarsi dalla scena e cancellando i suoi account Facebook e Twitter per minacce di cui non ci è dato sapere ma che non ha “le spalle grosse per difendermi adeguatamente da questa violenza” aggiungendo, “Mi sto rivolgendo alle autorità al fine di tutelare i miei figli”. (per approfondire: E’ guerra tra Grillo e Camisani Calzolari)
Oggi il noto guru Gianluca Neri attacca duramente e con armi non convenzionali il sopra citato Camisani Calzolari (anche argomentando bene e ne condivido le analisi) per le ragioni di cui possiamo immaginare e incredibilmente, Caterina PolicaroCatepoldefinita ingiustamente, “vacua blogger sedicente esperta della rete che si è fatta strada a colpi di spam” che aggiunge questo ultimo attacco a quello della settimana scorsa ad opera del gruppo Azioni di massa su Twitter (gruppo formato prevalentemente da teen ager e molto numeroso) che l’aveva attaccata per via del post “Come non usare Twitter” e di cui ancora si stava leccando le ferite per gli insulti presi.

Ora se questo è solo l’inizio del conflitto, che si presuppone sarà molto lungo e acceso, anche per via dei quotidiani che ne danno risalto facendo alzare la popolarità di chi vi è impegnato,  propongo un armistizio e una riunione di tutti i capi clan per definire territori di competenza e suddivisione degli aperitivi, inviti a feste e ricevimenti, distribuzione di Bot follower in parti eque, pacchetti dono dalle aziende distribuite uniformemente e senza privilegiare nessuno e visibilità sui quotidiani con regolamentazione, in base all’autorevolezza del clan. Troviamoci questa notte alla grande adunata in un parco del quartiere del Bronx.

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