Da quando una parte politica (Grillo & co.) riesce meglio di un’altra (il PD & co.) sui social media, non si può fare a meno di registrare un odio imbarazzante degli intellettuali rispetto al mezzo, infatti l’attacco di ieri da parte di Vittorio Zucconi nelle colonne di Repubblica sta a dimostrarlo. ”Twitter è quella magnifica invenzione per scoreggine mentali che riduce ogni pensiero e ogni comunicazione a livello di fogliettini passati sotto il banco a scuola o dei dolcetti cinesi“, e continua, “C’è sempre un “padrone di casa”, anche in quelle case che si proclamano aperte a tutti e che orienta il consenso nella direzione che lui o lei sceglie, per produrre altro consenso. Un’illusione alla quale crediamo perché ci piace crederci, anche sapendo che è un trucco.“
Ha scoperto il trucco, alla premiata ditta Casaleggio Associati, da ieri, sono affranti per l’editoriale di Zucconi in cui svela il retroscena dei nuovi media.
Ora sappiamo la Verità, i social network hanno un padrone, un padrone americano addririttura; non sono liberi come i quotidiani, le televisioni e tutti i mezzi di informazione che abbiano una certa rilevanza in Italia.







Purtroppo questa è l’ignoranza di chi non conosce un mezzo, che ha paura che metta in discussione il suo effimero “potere” di scribacchino e come sempre la repulsione al nuovo di chi ha paura di perdere posti di privilegio. Dovrebbe chiedere ai suoi amici giornalisti, come mai si sono affrettati a sbarcare su Twitter e non perdere tempo con “seghe mentali” ma sfruttare un mezzo che fa anche comunicazione. I foglietti sotto banco mi sembra tanto una metafora per paragonare i tweet ai “pizzini” …. probabilmente, anzi sicuramente, sistema che conoscono molto bene nelle redazioni giornalistiche.
Certo che ha sbroccato forte il buon Direttore. Le diavolerie tecnologiche hanno sempre fatto paura agli uomini di potere, sopratutto se usate per mandare informazioni incontrollate. Meno di 300 anni fa, si erigevano mucchi enormi dove venivano brucciati libri ritenuti blasfemi. Oggi ancora si spara sui giornalisti, vengono rapiti, torturati. L’esasperata circolazione dell’informazione grazie ai SMN sfonda ogni riferimento dell’organizzazione dei media “old economy” e riesce ad intimorire persino … un giornalista del suo calibro! Si è fatto prendere la mano dai suoi propri timori per il futuro del mestiere: nulla non sarà più come prima.
Non entro nella questione in sé per mancanza di tempo – anche se di certo non reputo Twitter una oasi felice – ma avendo letto proprio ieri il commento di Zucconi, mi viene spontaneo dire una cosa: lui per primo riconosce di essere un “utilizzatore” del social network e non uno studioso dello stesso, tant’è che si appoggia anche all’estratto di un articolo di Massimo Mantellini (Punto Informatico) per indicare come la pensa, quindi al di là di chi vuole prenderla come oro colato, non penso abbia chissà quale pretesa.
Io stessa non sono del tutto d’accordo con lui, ma come detto all’inizio, non reputo Twitter una oasi felice e non lo considero uno strumento del tutto positivo.
E già @Chiara, Twitter mi fa pensare di più a un sms, che, anziché essere mandato ad uno solo (o gruppo) di destinatari, è mandato come una bottiglia in mare. Chi raccoglie la bottiglia, attratto dal titolo, dall’autore, o semplicemente per totale svago lo legge. Dopodiché può reagire, seguire ecc… Come per il resto del net, non tutto il materiale in esso contenuto è da considerarsi interessante! Come per tutte le cose, bisogna saper selezionare!
Più sbroccano e più sappiamo che i nuovi media stanno cominciando a pesare seriamente. Che sia un bene o un male lo scopriremo soltanto verificando l’utilizzo che se ne farà.
Questo scagliarsi verso la rete mi ricorda molto l’invettiva pasoliniana contro la TV ma non ritrovo in questi editoriali lo spessore e la profonda analisi dell’artista. Comunque sia la democrazia è fatta di forme di contatto ed espressione e Twitter è una di queste. Si può trovare fango e miele e sono le persone a scegliere di cosa interessarsi (e questo vale dalla notte dei tempi). Poi parlare di padroni dalle pagine di Repubblica fa un po’ sorridere :)
[...] aggancio a quello che diceva il mio socio oggi, riguardo all’editoriale di Zucconi su Repubblica nel quale definisce Twitter [...]
“La volpe e l’uva” in chiave moderna. Quando non puoi avere una cosa o non la conosci la denigri