YouTube è il secondo motore di ricerca al mondo con un audience di 800 milioni di utenti unici che lo visitano ogni mese. Ogni giorno vengono visualizzati oltre 4 miliardi di video e ogni mese vengono guardati oltre 3 miliardi di ore di filmati. Nessuna rete televisiva mondiale può vantare numeri simili, inoltre, al contrario di Twitter e Facebook i contenuti sono facilmente fruibili alle masse che hanno poca dimestichezza con la parola scritta. Ricordo che il 71% della popolazione italiana si trova al di sotto del livello minimo di lettura e comprensione di un testo scritto in italiano di media difficoltà (fonte) e probabilmente, anche per questo i nuovi social network basati sulle immagini come Instagram, Pinterest e i video, hanno molto più successo avendo un bacino d’utenza più vasto.
Intervistato da Rockol, il presidente della FIMI Enzo Mazza pronosticava un testa a testa prossimo venturo tra iTunes (download a pagamento) e YouTube (streaming video gratuito “pagato” dalla pubblicità) in termini di ricavi digitali per l’industria discografica. Si esprime in modo analago, in questi giorni, Richard Leach, direttore distribuzione digitale della indie inglese Cooking Vinyl, che vede in YouTube la maggiore fonte di reddito in futuro. Tra il febbraio e il novembre del 2012 l’etichetta, che pubblica dischi di artisti come Prodigy e Marilyn Manson ha visto raddoppiare gli introiti generati dalla piattaforma video: “I nostri ricavi crescono mese per mese a un ritmo straordinario”, ha spiegato Leach. “Non serve preoccuparsi dei tassi per stream, meglio concentrarsi sulle cifre aggregate che sono decisamente consistenti”.
La piattaforma video di Google ormai è uno standard di fatto e i ricavi generati e ripartiti tra proprietà dell’opera e YouTube generano profitti considerevoli, il più eclatante è il video asiatico Gangnam Style che è stato capace di generare profitti superiori agli 8 milioni di dollari.
Per i social media manager c’è di che consigliare alle aziende lo sbarco in massa su questa piattaforma, anche se creare un video non è impresa da tutti e servono competenze molteplici come: sceneggiatori, fotografi, attori e ballerini, musicisti, esperti di post produzione. Insomma tutte cose che non si possono improvvisare, in questo ambito i “fuffari” avranno vita difficile.






