La piattaforma OverBlog (per iscriversi in italiano qua), ideata dalla società francese SAS JFG Networks sta attirando in questi giorni una moltitudine di blogger e creatori di contenuti generando un sempre più crescente entusiasmo sulla INNOVATIVA idea che sta alla base della piattaforma, tra cui le Community, la partnership diritti d’autore, le statistiche o ancora il portale di informazione.
Il confronto con il social network Facebook è quasi automatico, molti sperano di ottenere quella visibilità che dal gigante di Mark Zuckerberg non ottengono, specie se si parla di indicizzare i contenuti nei motori di ricerca, lo sfruttamento dei contenuti con conseguente riconoscimento del diritto d’autore e la remunerazione degli stessi in base al loro successo.
Secondo il ricercatore Giovanno Scrofani, illuminato analista della fenomenologia 2.0: “distrugge il concetto di web chiuso alla base del modello di Social Network di Zuckerberg ed emuli. Se lo si usa come Social Hub rende leggibili e indicizzabili la totalità dei nostri contenuti oggi frammentati nella rete e non raggiungibili da motori di ricerca” e aggiunge la possibilità di ottenere una parte del guadagno derivato dai contenuti immessi (altra idea dirompente a mio avviso). Infatti la partnership dei Diritti d’Autore è un’interazione fra gli inserzionisti pubblicitari, OverBlog e il blogger. Posto come intermediario che gestisce l’aspetto amministrativo, OverBlog permette al blogger di pubblicare della pubblicità sul proprio blog in cambio di una remunerazione dei Diritti d’Autore secondo la qualità e la notorietà del blog.
La trasparenza nell’ottenere la giusta visibilità è molto chiaramente descritta nella piattaforma e si regola attraverso il Blog Rank, indice di valutazione statistico del blog in rapporto agli altri. Che permetterebbe una classifica secondo 3 criteri fondamentali:
- L’attività del blogger (aggiornamento regolare del suo blog…)
- La qualità dell’audience (numero di visitatori unici, di pagine viste, frequenza dei visitatori, tempo trascorso sul blog…)
- Le reazioni dei visitatori (commenti, link esterni…)
E per finire viene offerta anche la possibilità di una buona personalizzazione grafica del proprio blog.
Non credo che OverBlog ucciderà Facebook, anche perché l’utilizzo consumer di quest’ultimo è ormai orientato al essere l’album di foto delle vacanze, la condivisione dell’ultimo pasto, auguri di compleanno, nascite e matrimoni, l’indignazione/cordoglio popolare e populista di fatti di cronaca vari e la condivisione di foto di gattini pelosi. Per gli utenti che hanno cose da dire OverBlog rappresenta una vera scialuppa di salvataggio nel mare sempre più complesso della condivisione 2.0.







Non so… a parte la provocazione del titolo, che in quanto provocazione mi pare corretta e divertente, non penso (come dici tu) che Facebook verrà messo in crisi. Facebook vive di ” l’album di foto delle vacanze, la condivisione dell’ultimo pasto, auguri di compleanno, nascite e matrimoni, l’indignazione/cordoglio popolare e populista di fatti di cronaca vari e la condivisione di foto di gattini pelosi” che è esattamente quello che è la gente di tutto il mondo. Facebook E’ la gente.
E il blogger che avrà qualcosa da dire avrà già iniziato a farlo, o lo farà, sul proprio blog e sui propri canali: non dimentichiamo mai l’egocentrismo atavico dei blog. Ecco insomma, senza offesa, ma credo che questo sistema non abbia molto spazio di crescita anche se mi scoccia… sono europei e mi piacerebbe che anche a questa parte dell’atlantico avessimo un bel progettino :)
Poi oh, io sono quello che nel 2008 diceva che Facebook sarebbe stato un fuoco di paglia quindi gli porto solo fortuna a questi ;)
Il fatto, Rudy, è che, al di là della provocazione del titolo, OverBlog è e resta fondamentalmente una piattaforma di blogging in piena regola, che però riunisce al suo interno una serie di funzionalità finora mai viste in un simile prodotto: content curation, social hub, visual blogging, etc.
Evidentemente è un prodotto del tutto diverso da Facebook, infatti non è un social network, ma un blog sociale, se vogliamo.
In che senso, dunque, rischia di “mettere in crisi” Facebook o Twitter? Anzitutto perché permette agli utenti di riappropriarsi di contenuti che avevano “ceduto” a ecosistemi chiusi e non indicizzabili, e di trarne eventualmente un profitto economico tramite un programma (opzionale) di revenue share.
Secondo poi, perché Facebook, G+ etc., per quanto ci provino, non sono al momento neanche lontanamente dei blog: ciò che vi si scrive non è editabile, arricchibile, modificabile.
Che ne pensi?
Penso di no, Paolo, per i motivi che ho detto sopra. Ma chissà…
Rudy, non sono certo di capire: “pensi di no”, nel senso che ritieni che Fb e G+ siano equiparabili in toto a piattaforme di blogging? O sono altre le parti che ti lasciano perplesso?
A mio parere, quella del social hub è una bellissima funzionalità, ma collaterale rispetto a quelli che sono i veri plus del nuovo OverBlog, che come piattaforma di publishing (per user normali) è davvero di altissimo livello.
Io stesso uso in modo piuttosto limitato il social hub (nonostante negli ultimi giorni ne abia fatto largo uso), come si può vedere dal mio blog http://digitoergosum.com/.
Inoltre, basta vedere http://gilda35.com (il cui design è ancora in fase beta) per rendersi conto di come OverBlog resti fondamentalmente una piattaforma di blogging…
Quello che mi è piaciuto di OverBlog è la versatilità: da un lato se usato come social hub consente di “aprire” i propri contenuti sviluppati sui Social Network anche a chi non vi è iscritto… e per chi come noi cerca di fare comunicazione-intrattenimento-cultura in Rete è un’opzione molto interessante… Dall’altro col sistema di composizione a blocchi di multimediali mi consente di aggregare in un’unico blog contenuti che prima avevo sparsi su molteplici risorse, con un effetto di frammentazione mostruoso. Stiamo a vedere come evolve… le premesse per un prodotto interessante ci sono tutte!
Da analizzare e capire gli sviluppi. Non credo che il loro obiettivo sia prendere spazio a Twitter. Di certo colpisce Facebook e mira anche a erodere Tumblr