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skande 9 ON LINE 21 novembre 2014

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Conversazioni online: l'importanza del monitoraggio

Conversazioni online: l’importanza del monitoraggio
Riccardo Scandellari

Viste le continue richieste, dopo l’uscita della notizia “Il primo tool di monitoraggio della reputazione gratuito“, pubblicata qualche settimana fa, espongo quali siano (a mio avviso) i dati fondamentali e i perché dobbiamo misurare le conversazioni online.

Un tool di monitoraggio e analisi, lo dice il nome, esegue la scansione di tutto quello che viene scritto sul web: blog, forum, social network e quotidiani online e lo analizza in modo da individuare le tendenze e capire quali sono gli elementi determinanti del settore. Filtra e traccia i risultati per performance, portata, posizione geografica, lingua, sentiment, argomento, influenza, pertinenza, periodo di tempo e tipologia di media.

Sia nella versione gratuita che quella a pagamento un buon setup del monitoraggio è fondamentale alla buona riuscita del monitoraggio dei dati che vogliamo visualizzare. indicatoriSecondo i proprietari del software la ricerca può contenere fino a 50 operatori booleani. Come nelle ricerche di Google gli operatori AND, OR e NOT possono essere utilizzati per definire un risultato libero dal rumore di conversazioni non attinenti a quello che ci prefiggiamo. Ad esempio: Ferrari AND auto oppure Ferrari AND NOT (vino OR spumante), in modo da ridurre i risultati di conversazioni su marche e prodotti che non ci interessano. È possibile impostare anche una ricerca di prossimità attraverso il carattere “tilde” (~), con questa ricerca il software analizza i dintorni di una stringa di caratteri che è racchiuso tra virgolette ad esempio: Ferrari spumante”~4, in cui il numero sta ad indicare che la query restituirà risultati solo se trova “Ferrari” a massimo quattro parole di distanza da “spumante”. Si possono definire anche i linguaggi nei risultati, attraverso l’operatore “lang:it” si richiede la restituzione dei risultati in italiano. Questi e molti altri operatori sono illustrati su questa pagina: http://www.talkwalker.com/en/academy/user-manual/detailed-search-query-syntax/ conoscerli farà la differenza tra l’avere un risultato utile, da uno inutilizzabile per i troppi risultati non inerenti.

Attraverso i risultati si potrà misurare la portata e la viralità di: campagne di social media marketing, rassegne stampa, determinate conversazioni o hashtag. Filtrando i risultati per performance, portata, posizione geografica, lingua, sentiment, argomento, influenza, pertinenza, periodo di tempo e tipologia di media.

Sono tre gli indicatori base che compongono la “performance”, ovvero l’efficacia di una conversazione e la portata online: il primo è il “buzz“, ovvero il numero di conversazioni registrate sulla query di ricerca. Il secondo è l'”engagement“, ovvero la quantità di interazioni riscontrate e il “reach“, la portata ottenuta sommando tutti quelli che ne hanno parlato. Su quest’ultimo indicatore nutro forti perplessità e ho indicato un metodo alternativo in un precedente post.

engagementA mio avviso insieme alla “Performance”, la tab “Influencers” è altrettanto importante, è in questa lista che andremo a ricercare i media e gli utenti più influenti del settore, ovviamente ordinandoli per “Engagement”, ovvero quanto riescono a coinvolgere la loro community. Dialogare con questi e sfruttarli in ottica di digital PR è fondamentale per la costruzione di un network di qualsiasi azienda o professionista.

Oltre a questo possiamo individuare le tendenze e rispetto ad un determinato tema, confrontare il nostro brand con la concorrenza, avere il polso di quello che si dice su di noi in modo da intervenire e bloccare intenti diffamatori, misurare la portata delle nostre comunicazione e molto altro.
Senza questi strumenti nessun operatore e azienda del settore può definirsi un vero professionista è come andare alla cieca in un universo di conversazioni utili, che vanno necessariamente gestire e sfruttate.

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