Qual è l’uso principale di LinkedIn? Chi lo usa? E per che cosa? Una recente indagine ha rivelato che per dirigenti, quadri e dipendenti è diventato uno strumento fondamentale, utilizzato spesso anche sul luogo di lavoro.
Una infografica prodotta da Lab42 rivela i dettagli del comportamento degli utenti di questo particolare social network, facendoci cogliere alcune precisazioni e osservazioni sorprendenti. Al lavoro LinkedIn vince ampiamente sugli altri Social Network con il 61% degli utenti attivi, mentre Facebook si assesta al 22% nel campo delle reti sociali professionali.
Per il 35% degli utenti l’accesso a LinkedIn è giornaliera, mentre il 32% vi accede un paio di volte alla settimana. Solo il 6% lo visita una sola volta al mese. La grande maggioranza dei registrati, 81%, appartiene ad almeno un gruppo. Ma tra questi, solo la metà ha partecipato a discussioni aperte sulla stessa piattaforma.
Come le persone usano LinkedIn
Nove utenti su dieci di LinkedIn (90%) dicono che il sito è utile. Alla domanda su come lo utilizzano hanno descritto maggiormente queste 5 attività:
- Tenere il contatto con i vecchi amici e contatti: 21%
- Mettersi in rete con professionisti del settore: 20%
- Mettersi in rete con i colleghi e concorrenti: 19%
- Ricerca del lavoro: 15%
- Attività di promozione e ricerca clienti: 12%
Gli utenti sono decisamente soddisfatti della comunità, il 90% degli utenti di LinkedIn pensa che sia utile, dicendo che è più professionale di Facebook (capirai…).
Per quello che riguarda gli account Premium, solo 39% li utilizza, il 26% di questi sceglie l’account di base meno costoso.
Questi dati si riferiscono ad un campione di 503 utenti USA; in Italia Linkedin ancora non è così fortemente utilizzato, in molti si sono registrati, ma l’attività sui gruppi è ancora blanda e sotto utilizzata. Alcuni commerciali di mia conoscenza la utilizzano per trovare persone chiave nelle aziende a cui proporre prodotti e servizi ma oltre a questo, per ora, non c’è molto di più.








E’ un’analisi semplice quanto utilissima. Quello che mi colpisce di più è che solo il 12 % utilizza Linkedin per attività di promozione e ricerca di clienti.
In realtà, proprio l’autorevolezza dei contenuti e delle discussioni, dovrebbe agevolare la creazione di una ambiente adeguato a creare nuove relazioni di business senza ricorrere ad un approccio meramente commerciale. Dalle conversazioni nascono bisogni e risposte, da cui emergono spontaneamente idee e autorevolezza degli interlocutori, alcuni in veste di chi da risposta, altri di chi la cerca.
Dall’indagine emerge che la grande maggioranza dei registrati, 81%, appartiene ad almeno un gruppo. Ma tra questi, solo la metà ha partecipato a discussioni.
E’ un dato che conferma l’impressione che avevo avuto seguendo le discussioni nei gruppi a cui sono iscritto. Parlano i soliti, gli altri ascoltano!
E’ significativo inoltre, ritrovare lo sconfinamento nel commento politico anche nelle discussioni più “tecniche”. Si vede che il bisogno di .esprimere il proprio parere è forte e penetra ovunque.
Le discussioni creano reputazione. Positiva o negativa. Da queste si creano legami e opportunità di scambi di informazioni e di consigli professionali. Solo un primo passo per avviare una relazione fiduciaria che può trasformarsi anche in un percorso di vendita.
Attenzione a considerarlo meramente un canale di vendita.
Molto semplicemente: la statistica è come il bikini mostra molto ma occulta l’essenziale..Non conosco il la realtà USA di linkedin ma quella italiana mi sembra l’ennesima “bufala”. Questo specifico social nasce con la “mission” di mettere in contatto “domanda-offerta” nell’ambito professionale… ma alla fine si dimostra solo l’ennesimo mezzo della rete per “carpire” più informazioni possibili, a fare una fotografia di ognuno di noi; ormai qualsiasi dato che ci appartiene è fondamentale per il mercato, per la costruzione di nuove e penetranti strategie di marketing!
A me fa impressione questo dato:
1. Tenere il contatto con i vecchi amici e contatti: 21%
Avrei detto che la maggior quota fosse quella delle opportunità professionali e di promozione, ma evidentemente non è solo un caso italiano quello dell’utilizzo “passivo” di questo social: m’iscrivo, ogni tanto aggiungo contatti (che magari conosco nella vita reale), aggiorno il profilo con nuove certificazioni/progetti/lavori…e basta.
L’utilizzo dei gruppi non fa che confermarlo.
Ma è del luglio 2011!!
C’è chi usa linkedin per accalappiare qualcuno.
Gente che mette come foto di sé, quella scattata seduta nel bagno di casa propria in abbigliamento intimo. E chi gestisce il social network che non riprende queste persone e non fa qualcosa affinché cambino atteggiamento, levando queste foto non appropriate e chiarendo con gli utenti che non è un sito per cercare l’anima gemella. Ditemi voi se questa è serietà.
[...] numeri li trovate in questo interessante post del [...]