Quando si tratta di Klout, scoppiano inevitabili polemiche e flame sulla rete: pochi accettano che venga misurata la reputazione e l’influenza sociale, è una pillola difficile da ingoiare. E poi l’idea che una applicazione Web basata su un freddo algoritmo, che in passato ha dato prova di falle tremende, possa dare opportunità o meno di lavoro è ancora più difficile da accettare. Incredibilmente tale applicazione ha ottenuto molti consensi tra le agenzie che ricercano influencer a cui affidare piccole campagne di brand awareness e in alcuni casi, utilizzata per assumere figure professionali nel campo dei Social Media.

A partire da autunno 2011, Klout ha dichiarato: “100 milioni di persone hanno Klout“, assegnando punteggi Klout (coattivamente) a molte persone. In realtà, i numeri degli utenti censiti sono stimati di circa qualche milione, comunque il lavoro è abbastanza impressionante.

Ora Klout ha riscritto la formula matematica per la creazione del punteggio (ancora una volta), nel tentativo di sedare le critiche contro la presunta misurazione dell’influenza online.

“Il nostro team di ingegneri e scienziati  sono ossessionati dal fornire ogni persona una vista più accurata e trasparente della loro influenza e il potere delle loro idee,” così dice il co-fondatore e CEO Joe Fernandez in un post del blog. “Per fare questo, siamo costantemente in evoluzione per adattare le nostre misurazioni alla curva di crescita dei social media.”

Il servizio sta ora prendendo, sempre secondo i dati forniti da Fernandez sul Blog, in considerazione 400 segnali invece di 100. Ora l’algoritmo comprende citazioni di Facebook, like, commenti, abbonati. Per Twitter conteranno retweet, citazioni, follower, risposte. Su Google + i +1, ricondivisioni e commenti e poi connessioni LinkedIn, commenti e raccomandazioni, i suggerimenti di Foursquare, + K ricevuti, e addirittura le citazioni su Wikipedia. L’aggiunta di Wikipedia fa parte dello sforzo Klout di prendere in considerazione il mondo reale: “Abbiamo dato importanza a Wikipedia contando il numero di link in entrata e link in uscita a ciascuna pagina per capire chi avesse più influenza” scrive Klout.

Il presidente Obama (99) ha ora finalmente un punteggio superiore a Justin Bieber (92).

Klout ha mostrato anche un restyling del sito prossimo venturo.

Cambiato l’algoritmo, trovato l’inganno, se prima bastava generare flame e “trenini di saluti” su Twitter ora serviranno altre pratiche più raffinate. Nel Personal branding sta accadendo quello che successe con il page rank di Google, nasceranno agenzie che invece di fare SEO (Search Engine Optimization) faranno KEO (Klout Engine Optimization)?

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