Foto “instagrammata” da Rudy Bandiera, che si è rivelato essere un ottimo sfruttatore di questo nuovo canale comunicativo

Se il boom televisivo del 50 e 60 ha portato a una nuova forma di narrazione, ora stiamo assistendo a un fenomeno simile. Ripropone la narrazione visiva, ma questa volta non è il video, ma la FOTOGRAFIA il canale che porta questo nuovo linguaggio più globale, più mobile e sociale. Tutto questo, naturalmente, ha forti effetti pubblicitari, anche se forse in modi che non ci aspettiamo.

La tecnologia è, ancora una volta, la chiave di questo nuovo ambiente, di come gli smartphone hanno (e avranno) un ruolo sempre più importante nella creazione e consumo di contenuti digitali. Ma ci sono altri fattori. Le immagini sono un linguaggio globale che superare le barriere linguistiche e culturali e possono essere distribuite attraverso una larghezza di banda minima, permettono di raggiungere qualsiasi luogo istantaneamente, sono “digeribili”, ovvero, si possono guardare più a lungo, recano una suggestione e possono essere ricordate in modo maggiore rispetto a un testo. Il racconto della realtà attraverso immagini statiche possono essere la chiave per la comunicazione. Basti guardare l’ecosistema dei social network per vedere che tutte le ‘stelle’ del social vivono e prosperano per i supporti multimediali e devono il loro successo alla pubblicazione di foto da Facebook a Pinterest e ovviamente Instagram . Anche altre piattaforme emergenti Dribbble o Visual.ly e non ultimo Google + che da pure la possibilità di inserire gif animate, basano la loro strategia in questa direzione.

Per gli inserzionisti, la fotografica può andare bene nelle loro strategie di marca in un settore creativo e attraente per i narratori visivi. Ma non è facile. Per avere successo devi avere la mente di un principiante, cioè abbandonare l’idea preconcetta che la creatività è una buona comprensione dell’arte fotografica siano appannaggio di fotografi veterani con attrezzature costose e anni di studi. Ora serve originalità freschezza e velocità di esecuzione e condivisione.

Ill formato quadrato delle “instragrammers” sono l’ideale per la condivisione sui social media: sfocate, distorte, esagerate negli effetti, questa è una nuova normalità e soprattutto, l’ipotesi che il processo creativo è stato democratizzato.
Faccio un esempio su tutti, Barilla ha affidato a Maghetta, la pubblicità in questo nuovo canale, mostrando lungimiranza e una rara attitudine ad investire sui giovani creativi tanto rara in Italia.
Alcuni di questi lavori potete ammirarli qua: http://pinterest.com/maghetta/pingram/

 


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