Qualche giorno fa, esattamente il 24 aprile, molti siti web hanno cominciato a notare che il loro traffico crollava drammaticamente, nel peggiore dei casi, fino al 50%. La causa questa situazione è l’aggiornamento del nuovo algoritmo di Google, che mira a eliminare il cosiddetto ‘webspam’ dai primi posti nei risultati di ricerca.
Questo nuovo algoritmo, chiamato Google Penguin, punisce tutti i siti web che utilizzano eccessive tecniche SEO, in tutte le pagine o siti web che attraverso queste tecniche incrementavano traffico, e quindi denaro, attraverso tecniche contrarie alle linee guida di Google, cioè, inserire parole chiave nei contenuti che non aggiungono nulla per l’utente/lettore.
Se qualcuno di voi ha un blog colpito da Google Penguin, non credo che tutto sia perduto.
Una prima soluzione può essere la seguente: iniziare ad eliminare tutto ciò che Google ritiene sia webspam in atto. Ricorda che ciò che desidera l’algoritmo di Google non è andare contro le tecniche di SEO, ma solo contro l’abuso che alcuni siti fanno di queste tecniche (keyword stuffing e link spam).
Ormai è lampante, i siti web, blog o quotidiani, che utilizzano come forma di alimentazione dei contenuti i comunicati stampa (e quindi replicati a iosa) sono out e fonte di penalizzazione (leggetevi l’ottimo articolo di mysocialweb.it a riguardo)
Questa situazione, a mio avviso, farà rivalutare il ruolo del blogger (quello serio, coerente e che cura i contenuti con amore) come veicolo promozionale e fondamentale per avere buone opportunità di veicolare messaggi e link.
Secondo quanto detto da Google nelle settimane scorse, un modo per evitare il “flagello” della Penguin code è: rendere le pagine utili agli utenti, e non per i motori di ricerca. Non ingannare i tuoi utenti o presentare il contenuto inutile solo per essere presenti nei risultati di ricerca.
Se il vostro blog ha avuto una flessione nel traffico a causa di Penguin, Google dà l’opportunità di compilare un modulo (che potere trovare nei Web Master Tools) in cui possono presentare le proprie ragioni per le quali si ritiene di essere stati ingiustamente puniti.







[...] http://www.skande.com – Today, 5:31 AM [...]
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