Da quando su Twitter le twitstar sono sbarcate in massa trascinandosi dietro massaie, giovinastri, seguaci di programmi televisivi spazzatura, ultras da stadio e sficati di ogni tipo razza e religione, l’esigua popolazione di questo amatissimo social media ha dovuto fronteggiare come ha potuto questa orda che retwittava all’impazzata frasi a caso di Gerry Scotti e Michelle Hunziker. Le reazioni più energiche ed efficaci, anche se ormai i “fan da  twitstar” hanno raggiunto un rapporto di 800 a 1 sui nativi, le hanno avute due personaggi che io ammiro e seguo, commuovendomi ogni volta che i loro giovani petti affrontano all’arma bianca le possenti legioni motorizzate dei divi italici.
Giovanni Scrofani dadaista, genio e intellettuale sopraffino, tra i fondatori del progetto gilda35, il suo attaccare le quotidiane cadute di stile a colpi di bisturi e citazioni, troppo culturali per essere comprese anche da me, mi scalda il cuore e mi fa dire: “allora l’umanità ha ancora una speranza”.
Stefano Chiarazzo esuberante PR manager, padre dell’osservatorio #socialvip e fondatore di pubblicodelirio.it al posto del bisturi usa il macete, per lui non ci sono regole cavalleresche di ingaggio con i vip nostrani, li attacca spesso alle spalle e senza pietà alcuna, con la spavalderia e l’incoscienza tipica dei giovani.
Di fronte a questo coraggio, perché il vero coraggio si dimostra quando le forze sono impari, non posso fare altro che lodarli con umiltà e devozione.