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	<description>Comunicazione e social media marketing</description>
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		<title>Facebook, reportage delle migliori assurdità scritte in queste ore</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 07:51:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Scandellari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Su Facebook in queste ore se ne dicono di tutti i colori, per alcuni è il Re Mida digitale, la nuova corsa all&#8217;oro. per altri un giochino per casalinghe in cerca di un amante e giovinasti bamboccioni che perdono il loro tempo invece di studiare o lavorare, ad esempio Paola Peduzzi sul Foglio di Giuliano ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-2798 alignright" title="facebook" src="http://www.skande.com/wp-content/uploads/2012/05/facebook-270x165.jpg" alt="" width="270" height="165" />Su <strong>Facebook</strong> in queste ore se ne dicono di tutti i colori, per alcuni è il Re Mida digitale, la nuova corsa all&#8217;oro. per altri un giochino per casalinghe in cerca di un amante e giovinasti bamboccioni che perdono il loro tempo invece di studiare o lavorare, ad esempio <strong><a href="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5pbGZvZ2xpby5pdC9yZWRhemlvbmUvMjA=">Paola Peduzzi</a> </strong>sul<strong> Foglio </strong>di<strong> Giuliano Ferrara </strong>scrive un divertente articolo &#8220;<strong><a href="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5pbGZvZ2xpby5pdC9zb2xvcXVpLzEzNDUw">Diario della bolla</a></strong>&#8220;, in cui analizza il rischio che tutti questi social network siano una bolla speculativa: &#8220;<em>Prendiamo Facebook. Non so esattamente di che cosa parlo, perché non sono mai andata su quel social network: tutti pensano che sia un mio vezzo, tipo non avere la televisione in casa (che io ho e guardo fin troppo), ma non è così. E’ che non capisco tutto questo desiderio di socialità, non capisco perché devo essere contattata da qualcuno che non vedo da anni, quando è evidente che se non ci vediamo da così tanto tempo un motivo c’è, non capisco come si faccia a condividere i fatti propri con così tanta gente&#8230;</em>&#8221; presto scriverò pure io un articolo sull&#8217;acceleratore di particelle del <strong>CERN</strong> e sarà così: &#8220;<em>a parte che soffro di claustrofobia, io quei soldi li avrei spesi per altro, che se ne fanno quelli di un tunnel sotto il suolo, costato uno sproposito, per fare scontrare non so bene cosa e trovare il bosone di Highs, o come diavolo si chiama&#8230; insomma scienziati, vivete all&#8217;aria aperta il mondo è tanto bello&#8230;</em>&#8220;.<br />
<img class="size-medium wp-image-2799 alignleft" title="mondo" src="http://www.skande.com/wp-content/uploads/2012/05/mondo-270x179.jpg" alt="" width="270" height="179" />Quelli invece entusiasti, ed evangelici, della piattaforma stimano numeri impressionanti e poco credibili; è il caso di <strong>Repubblica</strong> nell&#8217;articolo &#8220;<a href="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5yZXB1YmJsaWNhLml0L2Vjb25vbWlhLzIwMTIvMDUvMTcvbmV3cy9mYWNlYm9va19pbl9pdGFsaWFfMzRtaWxhX3Bvc3RpX2ZhdHR1cmF0b19pbmRvdHRvX2FfMl81X21pbGlhcmRpLTM1MzA5NDI4Lw=="><strong>Facebook, in Italia 34mila posti</strong></a>&#8221; snocciola numeri che farebbero gridare al miracolo economico: &#8220;<em>Facebook in Italia ha generato nel 2011 un fatturato di 2,5 miliardi e creato oltre 34mila posti di lavoro.</em>..&#8221; numeri dati da <strong><a href="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5yZXB1YmJsaWNhLml0L2Vjb25vbWlhL2ZpbmFuemEvMjAxMi8wNS8xNy9uZXdzL2ZhY2Vib29rX3F1b3RhemlvbmUtMzQ4NDU0MjQv">Mariano Corso</a></strong>, professore degli Ossevatori Ict del Politecnico di Milano, ovviamente non posso confutarli ma da addetto ai lavori mi lasciano MOLTO esterrefatto! <img src="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&#038;post_id=2797" width="1" height="1" style="display: none;" /></p>
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		<title>Cosa potrebbe &#8220;uccidere&#8221; Facebook?</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 06:18:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Scandellari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Facebook sta per iniziare una grande avventura: la borsa. Nel suo debutto oggi sul Nasdaq, il famoso social network potrebbe acquisire liquidità per la strabiliante cifra di 16 miliardi di dollari. Nel corso degli ultimi otto anni, Facebook ha percorso la strada del successo, senza incorrere in consistenti disavventure. Quanto tempo durerà il successo di ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="size-medium wp-image-2789 alignleft" title="mark zuckemberg" src="http://www.skande.com/wp-content/uploads/2012/05/mark_zuckemberg-270x178.jpg" alt="" width="270" height="178" />Facebook</strong> sta per iniziare una grande avventura: la borsa. Nel suo debutto oggi sul <strong>Nasdaq</strong>, il famoso social network potrebbe acquisire liquidità per la strabiliante cifra di <strong>16 miliardi di dollari.</strong> Nel corso degli ultimi otto anni, Facebook ha percorso la strada del successo, senza incorrere in consistenti disavventure. Quanto tempo durerà il successo di <strong>Mark Zuckerberg</strong>? <a href="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3RlY2hjcnVuY2guY29tLzIwMTIvMDUvMTUvaGVyZXMtd2hhdC1jb3VsZC1raWxsLWZhY2Vib29rLw=="><strong>Techcrunch</strong></a> elenca le principali minacce che potrebbero portare al declino di Facebook:</p>
<p><strong>1. La perdita del fattore &#8220;cool&#8221;</strong><br />
Facebook ha iniziato essendo un social network esclusivamente per i campus dei college americani. Otto anni più tardi, è diventato un successo planetario disponibile a tutti. Ciò potrebbe far perdere a Facebook il fattore &#8220;<em>cool</em>&#8221; che gli ha portato molto successo agli inizi. Inoltre, Mark Zuckerberg, ammirato dai giovani di tutto il mondo come un &#8220;enfant terrible&#8221; di Internet, raggiungerà presto 30. E molti ragazzi che ora lo ammirano per essere un giovane ribelle inizieranno a guardarlo come un adulto ricco sfondato (è successo anche con <strong>Bill Gates</strong>).</p>
<p><strong>2. Schermi più piccoli, ricavi pubblicitari più piccoli</strong><br />
Facebook è saltato sul carro della pubblicità mobile, ma questo segmento è molto meno redditizio della tradizionale esposizione. Ed è fondamentalmente uno spazio pubblicitario meno incisivo sugli schermi dei dispositivi mobili. Consapevoli delle speciali caratteristiche di questi dispositivi dovranno dosare con il contagocce la pubblicità  e quindi guadagnare molto meno con la pubblicità progettata per i PC, Facebook sa che l&#8217;abuso della pubblicità mobile nella sua piattaforma potrebbe allontanare molti utenti, ecco perché l&#8217;acquisto di una azienda prettamente mobile come Instagram più adatta a questi scopi.</p>
<p><strong><img class="size-medium wp-image-2790 alignright" title="uccidi facebook" src="http://www.skande.com/wp-content/uploads/2012/05/uccidi-facebook-270x183.jpg" alt="" width="270" height="183" />3. IL prossimo Mark Zuckerberg</strong><br />
Facebook non ha alcuna vera ragione di preoccuparsi di rivali come Twitter o Google + (Google + sta addirittura attraversando un declino considerevole, e Twitter è troppo complesso per la gente comune). La vera minaccia che incombe su Facebook è il prossimo Mark Zuckerberg, il visionario nuovo genio 2.0 il cui nome e il cui volto sono ancora sconosciuti, e che potrebbe rendere Facebook il nuovo MySpace. Finora, Facebook è riuscito a domare nuovi talenti come i creatori di Instagram, ma ottenere i servigi del prossimo Mark Zuckerberg è certamente molto più complicato.</p>
<p><strong>4. Grande Fratello</strong><br />
Attualmente Facebook è vietato in Cina e l&#8217;accesso è limitato nei paesi come l&#8217;Iran, la Corea del Nord e Siria. Il lassismo di molte norme sulla privacy di Facebook, ancora non attentamente esaminate dagli Stati Uniti e l&#8217;Unione europea potrebbero creare un grave problema nper le reti sociali nei prossimi anni. <img src="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&#038;post_id=2788" width="1" height="1" style="display: none;" /></p>
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		<title>Marco Camisani Calzolari minacciato per aver rivelato il mercato dei finti follower</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 09:19:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Scandellari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Marco Camisani Calzolari 42 anni, e da 15 si occupa di Internet, come studioso dei fenomeni di comunicazione, scrittore, imprenditore e professore a contratto presso l’università IULM, nella giornata di ieri ha denunciato il fenomeno dell&#8217;acquisto di Follower Twitter presso aziende d&#8217;oltre oceano specializzate nella vendita a pacchetti di enormi masse di seguaci (per lo ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="size-medium wp-image-2785 alignright" title="Marco Camisani Calzolari" src="http://www.skande.com/wp-content/uploads/2012/05/Marco-Camisani-Calzolari_2-270x166.jpg" alt="" width="270" height="166" />Marco Camisani Calzolari</strong> 42 anni, e da 15 si occupa di Internet, come studioso dei fenomeni di comunicazione, scrittore, imprenditore e professore a contratto presso l’università IULM, nella giornata di ieri <a href="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5jb3JyaWVyZS5pdC9zY2llbnplX2VfdGVjbm9sb2dpZS8xMl9tYWdnaW9fMTYvY29tcHJhdmVuZGl0YS1mb2xsb3dlci1mYW4tZmFjZWJvb2stdHdpdHRlcl8xZDVlZTVlYy05ZjhlLTExZTEtYjI1OC1mMmZjYmI3NmJlNTguc2h0bWw=">ha denunciato</a> il fenomeno dell&#8217;acquisto di Follower Twitter presso aziende d&#8217;oltre oceano specializzate nella vendita a pacchetti di enormi masse di seguaci (per lo più BOT e account fasulli aperti sfruttandola falla del captha poco efficace di Twitter), questi account come molti di voi sapranno sono inutili, infatti sono inattivi e servono solo a fare numero. La notizia sarebbe  derubricata a inutile e scontata se non fosse per la novità di oggi, apparsa, da pochi minuti, sul account <a href="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5mYWNlYm9vay5jb20vbWFyY29jYy9wb3N0cy8zNjQ3NDkxODM1ODEyNzY="><strong>Facebook dello studioso</strong></a>:<br />
&#8220;<em>Vi avviso che sto ricevendo minacce più o meno esplicite a causa del coperchio che ho aperto sul mercato dei finti fans. C&#8217;è chi mi ha giurato vendetta e che mi guarderà a vista facendo il possibile per diffamare ogni mia futura attività&#8230;</em>&#8220;<br />
Immediate le reazioni di amici e seguaci di Camisani sono già apparse, in un misto tra il sostegno e l&#8217;incredulità, alcuni fan come <strong>Daniele Balducci</strong> denunciano &#8220;<em>scoperchiare la pentola dei molti siti editoriali che truccanno visitatori e impression per vendere più pubblicità</em>&#8220;.<br />
Che si stia per sollevare un coperchio in cui fuffa e bolle vuote rivendute alle aziende inconsapevoli da agenzie di marketing incapaci di lavorare correttamente stia per esplodere?</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-2784" title="Marco Camisani Calzolari" src="http://www.skande.com/wp-content/uploads/2012/05/Marco-Camisani-Calzolari-606x258.jpg" alt="" width="606" height="258" /></p>
<p>&nbsp; <img src="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&#038;post_id=2783" width="1" height="1" style="display: none;" /></p>
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		<title>Il social shopper italiano è donna</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 06:59:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Scandellari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il digi­tal cou­po­ning, è una pratica abbastanza nuova nelle vendite on-line, ha riscosso un immediato successo, nel pubblico evoluto del web; non senza gli immancabili strascichi di polemica sulle sue debolezze congenite nel modello. Ricevo direttamente dal maggiore leader del mercato (e che ringrazio), Groupon (azienda nata nel novembre 2008 a Chicago, e ora presente ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-2775 alignleft" title="social shopping" src="http://www.skande.com/wp-content/uploads/2012/05/social-shopping-270x166.jpg" alt="" width="270" height="166" />Il <em>digi­tal cou­po­ning</em>, è una pratica abbastanza nuova nelle vendite on-line, ha riscosso un immediato successo, nel pubblico evoluto del web; non senza gli immancabili <a href="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL21hcmtldGluZ2FyZW5hLml0LzIwMTEvMDMvMzEvc2VudG8tcHV6emEtZGktZ3JvdXBvbi8=">strascichi di polemica</a> sulle sue debolezze congenite nel modello.<br />
Ricevo direttamente dal maggiore leader del mercato (e che ringrazio), <a href="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5ncm91cG9uLml0Lw=="><strong>Groupon</strong></a> (azienda nata nel novembre 2008 a Chicago, e ora presente in 47 paesi del mondo), un&#8217;interessante ricerca realizzata dall&#8217;Istituto Internazionale di Ricerca <strong>IPSOS</strong> Media CT di Chicago e commissionata da Groupon International, in cui emerge il profilo del <em>social shopper</em> italiano e che porta indietro le lancette del marketing realizzando che vi è ancora un ruolo fondamentale della <strong>donna, </strong>seppur<strong> giovane e colta, come responsabile degli acquisti in famiglia e nella coppia</strong>. Si, esatto, siamo tornati all&#8217;epoca della scatoletta <strong>Manzotin</strong>, oppure non ne siamo mai usciti.</p>
<p>Vi riassumo per farla breve:</p>
<ul>
<li>il 60% degli utenti è di sesso femminile contro il 40% di uomini;</li>
<li> il 38% degli utenti che scelgono Groupon hanno un’età compresa fra i 25 i e 44 anni (in particolare il 18% ha un età compresa fra i 25 e i 34 anni, il 20% un’età compresa fra 35-44 anni);</li>
<li>il 34% degli utenti intervistati è in possesso di una laurea universitaria  ed il 43% di un diploma di scuola superiore;</li>
<li> il  39% degli utenti ha un lavoro a tempo pieno;</li>
<li> gli intervistati hanno un reddito medio di 38.7mila euro annuali (significativamente più alto di coloro che non utilizzano internet per fare shopping, pari a 33.2 mila euro annuali);</li>
</ul>
<p><img class="size-full wp-image-2780 alignright" title="groupon" src="http://www.skande.com/wp-content/uploads/2012/05/groupon.png" alt="" width="265" height="110" />Le donne italiane rappresentano il segmento più interessato dal fenomeno dimostrando ancora una volta un maggiore grado di attenzione verso i fenomeni più innovativi e tecnologici, e soprattutto la <strong>capacità di gestire più dell’uomo il budget familiare. </strong>(si sa al uomo piace cacciare, il calcio e i motori)<strong>. </strong></p>
<p>Nello specifico tra le categorie di consumo più acquistate si colloca<strong> la ristorazione</strong>, in particolare menu a base di pesce con una spesa media di 44 euro per coppia; seguita poi dalla categoria che comprende <strong>pacchetti benessere e trattamenti bellezza</strong>, soprattutto la giornata in spa con massaggio annesso con una media di 69 euro per coppia.</p>
<p>Quindi in definitiva, nell&#8217;offrire coupon, i migliori risultati li si ottengono stuzzicando l&#8217;interesse femminile, quindi via di massaggi, beauty, borsette, scarpe e cenette intime con l&#8217;amante.<br />
<strong><br />
</strong></p>
<p>&nbsp; <img src="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&#038;post_id=2774" width="1" height="1" style="display: none;" /></p>
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		<title>Utilizzare con profitto gli Hashtag su Twitter non è pane per tutti</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 07:31:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Scandellari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Twitter è diventato uno strumento ormai indispensabile per il marketing digitale. Uno dei componenti più importanti di questa rete sono i hashtag o le etichette che consentono di tenere traccia di un argomento o di una conversazione. Nonostante la grande intuizione di utilizzare questa piattaforma in ascesa, le campagne che hanno utilizzato in passato gli ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-2770 alignright" title="hashtag" src="http://www.skande.com/wp-content/uploads/2012/05/hashtag-270x166.jpg" alt="" width="270" height="166" />Twitter è diventato uno strumento ormai indispensabile per il marketing digitale. Uno dei componenti più importanti di questa rete sono i hashtag o le etichette che consentono di tenere traccia di un argomento o di una conversazione.</p>
<p>Nonostante la grande intuizione di utilizzare questa piattaforma in ascesa, le campagne che hanno utilizzato in passato gli <a href="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5teXNvY2lhbHdlYi5pdC8yMDA5LzA0LzIzL3BpY2NvbGEtZ3VpZGEtYWdsaS1oYXNodGFnLWRpLXR3aXR0ZXIv"><strong>hashtag</strong></a> non si sono distinte per la loro efficacia. Un chiaro esempio di questo è stato l&#8217;errore della campagna di <strong>McDonalds,</strong> etichettata <strong>#McDStories</strong> con l&#8217;intento di selezionare le migliori storie del marchio e che ha finito per essere sommerso di commenti e tweet negativi verso l’azienda, criticandola sul cibo spazzatura, il trattamento dei dipendenti, il servizio offerto, l’igiene&#8230;</p>
<p>Tuttavia, vi sono alcune campagne che hanno fatto buon uso di etichette per portare il proprio nome al di là dei fedelissimi seguaci del brand e non ha mai perso il controllo della conversazione con i clienti.</p>
<p>Secondo l&#8217;esperto <a href="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL21hc2hhYmxlLmNvbS8yMDEyLzAzLzIzL3R3aXR0ZXItaGFzaHRhZy1jYW1wYWlnbnMv"><strong>Todd Wasserman</strong></a> su <strong><a href="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL21hc2hhYmxlLmNvbS8=">Mashable</a>,</strong> questi sono alcuni di quei hashtag più memorabili.</p>
<p>Casa Bianca <strong>#40dollars</strong>.</p>
<p>Il <strong>Barack Obama</strong> ha cercato di accrescere l&#8217;interesse nel 2011 sul dibattito per la tassa sui salari attraverso le reti sociali. L&#8217;amministrazione Obama ha cercato di umanizzare un problema sentito, sostenendo che ciascun lavoratore avrebbe perso solo 40 dollari del suo stipendio. Più di 17.000 persone hanno risposto ai tweets in cui la Casa Bianca ha chiesto: &#8220;Cosa significa #40dollars per te?&#8221; costringendo il Partito Repubblicano a fare marcia indietro sulla questione due giorni dopo.</p>
<p>Ben &amp; Jerry  <strong>#FairTweets</strong></p>
<p>La gelatiera <strong>Ben &amp; Jerry</strong> ha lanciato una campagna per sottolineare l&#8217;importanza della Giornata mondiale del commercio equo e solidale. La linea di gelati, Unilever ha creato un microsito in modo che gli utenti potessero scrivere tweets. Se rimaneva spazio libero non utilizzato da tutti i 140 caratteri che Twitter ha messo come limite, Ben &amp; Jerry infilavano in quello spazio un riferimento al commercio equo e solidale con l&#8217;hashtag #FairTweets.</p>
<p>RadioShack <strong>#kindofabigdeal</strong></p>
<p>Il rivenditore di elettronica RadioShack per celebrare l’avvento di <strong>Verizon Wireless</strong> nel settembre 2011 ha utilizzato la campagna #kindofabigdeal su Twitter. L&#8217;azienda ha messo su un tavolo un gruppo di telefoni cellulari con la vibrazione e ogni volta che qualcuno inviava un tweet con l&#8217;hashtag, il dispositivo vibrando si muoveva. Alla fine, il telefono che usciva dal tavolo faceva vincere all&#8217;utente che aveva inviato il tweet un telefono. La campagna ha ricevuto oltre 80.000 citazioni su Twitter.</p>
<p>Edge Energizer Holdings Shave Gel <strong>#soirritating</strong></p>
<p>Se c&#8217;è un argomento per il quale deve essere difficile fare conversazione dovrebbe essere quello di farsi la barba.<br />
<strong>Edge Energizer Holdings Shave Gel</strong> ha voluto prendere un problema comune agli uomini dell&#8217;atto di rasatura, l&#8217;irritazione, per migrare il marchio di un argomento interessante. Attraverso un hashtag nel 2010 che parlava di &#8220;situazioni irritanti&#8221;, il marchio ha premiato le persone che hanno utilizzato il tag #soirritating. Ad esempio, quando una donna si lamentava che il marito non voleva ascoltarla, Edge gel da barba le ha mandato un megafono. Ha poi pubblicato una foto con il dispositivo e il marito sconvolto.</p>
<p>Domino’s Pizza <strong>#letsdolunch #pizzalunch</strong></p>
<p>Il ramo di <strong>Domino Pizza UK</strong> ha lanciato una campagna su Twitter per la promozione con cui per ogni tweet con l&#8217;hashtag #letsdolunch inviato tra le nove e le undici del mattino del 5 marzo, tagliare un centesimo sul prezzo della <strong>Passion Pepperoni pizza</strong>. Dopo aver raggiunto gli 85.000 tweets il prezzo si è abbassato da £ 15,99 a £ 7.74 vendendo la pizza Domino a quel costo dalle 11:00 alle 3:00 di quel giorno. Ha fatto una campagna simile anche in Irlanda, con la hashtag #pizzalunch con la quale ha abbassato il prezzo di un altra pizza da € 20 a € 13.24. <img src="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&#038;post_id=2766" width="1" height="1" style="display: none;" /></p>
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		<title>Il segreto per essere un buon social media marketer</title>
		<link>http://www.skande.com/social-media-marketer-201205.html</link>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 08:29:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Scandellari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Qual è l&#8217;ingrediente segreto per avere successo nei media sociali? Prendo spunto da un post pubblicato su prdaily.com. La verità è che non esiste una ricetta segreta per il successo su queste piattaforme. La rete è piena di strumenti e applicazioni per i professionisti del nuovo Web 2.0 in cui si può far leva per ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-2763 alignright" title="social media marketer" src="http://www.skande.com/wp-content/uploads/2012/05/social-media-marketer-270x166.jpg" alt="" width="270" height="166" />Qual è l&#8217;ingrediente segreto per avere successo nei media sociali?<br />
Prendo spunto da un post pubblicato su <a href="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5wcmRhaWx5LmNvbQ=="><strong>prdaily.com</strong></a>.<br />
La verità è che non esiste una ricetta segreta per il successo su queste piattaforme. La rete è piena di strumenti e applicazioni per i professionisti del nuovo Web 2.0 in cui si può far leva per ottimizzare la presenza nei social media. Tuttavia, il successo su queste piattaforme si hanno fondamentalmente se si applica un atteggiamento.<br />
Per avere successo in questi canali, i professionisti devono abbracciare le abitudini sociali dei media, quindi:</p>
<p>1. <strong>Aiuto</strong><br />
Se si dispone di 1.000 o 100.000 fan/follower, i veri professionisti del social media trovano SEMPRE il tempo per aiutare gli altri e condividere la loro &#8220;saggezza&#8221;. (in alcuni casi uno si pente amaramente di essere il fruitore di queste perle, ma facciamo il caso più ottimistico)</p>
<p>2. <strong>Condividi</strong><br />
I veri professionisti dei media se vedono un contenuto interessante anche se non scritto da loro lo distribuiscono con generosità su tutte le piattaforme a portata di mano. (quelli che hanno da 3000 follower in su si credono padreterni e condividono solo a pagamento o in cambio della primogenita)</p>
<p>3. <strong>Ringrazia</strong><br />
La parola &#8220;grazie&#8221; fa parte del lessico quotidiano dei professionisti dei media sociali. (ringraziare tutti è un po eccessivo, ma una buona parte è fattibile)</p>
<p>4. <strong>Ricorda</strong><br />
Gli &#8220;esperti&#8221; di social media sono umili e ricordano che c&#8217;è stato un tempo in cui non sapevano cosa fosse twittare o un retweet. (e alcuni non lo sanno ancora! ne ho le prove)</p>
<p>5. <strong>Non fare il superiore</strong><br />
Essere solidale con il debuttante nei social media senza spocchia e arroganza. (bocca tasi, potrei farne una lista di Rock Star dei social media che se la tirano come fossero gli Eletti di Matrix)</p>
<p>6.<strong> Seguire</strong><br />
Quasi tutti gli esperti di social media non seguono nessuno o solo i big, questo atteggiamento è da settari. (o da <a href="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5za2FuZGUuY29tL2dpb3Zhbm5pLXNjcm9mYW5pLXN0ZWZhbm8tY2hpYXJhenpvLTIwMTIwMi5odG1s"><strong>TwittStar</strong></a> sfigata, io seguo tutti quelli che mi seguono)<strong><br />
</strong></p>
<p>7. <strong>Parlare</strong><br />
I social media sono canali bidirezionali di comunicazione e di alimentazione, quindi, dei dialoghi, non monologhi. (capito?!)</p>
<p>8. <strong>Avere il tempo per i social media</strong><br />
Un professionista sociale non deve MAI dire che non ha tempo per il Web 2.0. Approfittate dei tanti strumenti a vostra disposizione per ritagliarvi il tempo per dialogare. (oppure andate a lavorare al Lidl)</p>
<p>9. <strong>Blogging</strong><br />
E &#8216;quasi impossibile da ottenere la massima efficienza nei social media senza un blog. (ormai ci sono arrivati quasi tutti a capirlo)</p>
<p>10. <strong>Essere presenti</strong><br />
I professionisti dei social media devono cercare di essere costantemente presenti quando gli viene posta una domanda; chiedere, rispondere e discutere con altri utenti. (salvo appuntamenti con i clienti o le ferie, va bene essere presenti ma non deve essere un incubo)</p>
<p>11. <strong>Mostra una personalità</strong><br />
Senza una forte personalità, è difficile farsi notare nel Web affollato da mollaccioni. (yep)</p>
<p>12. <strong>Ridere di te stesso</strong><br />
E&#8217; importante che gli aspiranti esperti di social media non si prendono troppo sul serio e imparare a ridere dei loro difetti. (e ce ne sono, ammazza se ce ne sono&#8230;) <img src="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&#038;post_id=2760" width="1" height="1" style="display: none;" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La WebReevolution della formazione parte da Roma</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 06:57:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Scandellari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>

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		<description><![CDATA[Il prossimo 16 Giugno a Roma si terrà WebReevolution!, evento nazionale dedicato al SEO, Social e Web Marketing, importante momento di confronto e condivisione per i professionisti del web. Giorgio Taverniti e il suo staff, hanno organizzato  un&#8217;iniziativa utile a far crescere la consapevolezza sulle nuove tecnologie della comunicazione e gli organizzatori si stanno impegnando ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-2752 alignright" title="WebReevolution" src="http://www.skande.com/wp-content/uploads/2012/05/WebReevolution-270x166.png" alt="" width="270" height="166" />Il prossimo 16 Giugno a Roma si terrà <a href="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5ndG1hc3RlcmNsdWIuaXQvaW5mby8yMDEyL3dlYnJlZXZvbHV0aW9uLXJvbWE=" target=\"_blank\"><strong>WebReevolution!</strong></a>, evento nazionale dedicato al <strong>SEO</strong>, <strong>Social</strong> e <strong>Web Marketing</strong>, importante momento di confronto e condivisione per i professionisti del web.<a href="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5naW9yZ2lvdGF2ZXJuaXRpLml0Lw=="><strong> Giorgio Taverniti</strong></a> e il suo staff, hanno organizzato <em> </em>un&#8217;iniziativa utile a far crescere la consapevolezza sulle nuove tecnologie della comunicazione e gli organizzatori si stanno impegnando per farla diventare un appuntamento autorevole per i prossimi anni.<br />
Il costo è alla portata di tutti (si parla di 149€) per un’offerta formativa importante: ci saranno <strong>5 sale</strong> in contemporanea su &#8220;SEO&#8221;, &#8220;Social&#8221;, &#8220;Turismo&#8221;, &#8220;Strumenti&#8221; e &#8220;A Ruota Libera&#8221;, con alcuni dei migliori professionisti Italiani&#8230; e il tutto sarà disponibile anche in <strong>streaming</strong> per chi non può andare Roma.   Nel prezzo è compresa la registrazione di tutti i video, sarà come avere 5 giorni di formazione su molte tematiche web con i migliori professionisti sempre a disposizione per un ripasso.</p>
<p>In questi anni sono riusciti a creare un evento di alta qualità sulla SEO, ovvero il <strong>Convegno GT</strong>, riuscendo a far crescere molti professionisti e aziende. Ora stanno cercando di offrire la stessa qualità in altri settori del web, la formazione di qualità non è molto diffusa e in Italia ne abbiamo davvero bisogno. <img src="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&#038;post_id=2751" width="1" height="1" style="display: none;" /></p>
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		<title>Le 12 cose che dovresti fare dopo aver pubblicato sul Blog</title>
		<link>http://www.skande.com/blogosfera-201205.html</link>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 09:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Scandellari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo scritto un ottimo post sul nostro blog. Siamo convinti che il contenuto è di qualità superiore, ma basterà ad avere successo nella blogosfera? Purtroppo no. Il successo di un articolo dipende da molteplici fattori, che ho precedentemente descritto nel articolo &#8220;Fare un blog di successo&#8221; e vanno oltre il contenuto. Infatti, ogni blogger, dopo ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-2734 alignright" title="blog" src="http://www.skande.com/wp-content/uploads/2012/05/blog1-270x166.jpg" alt="" width="270" height="166" />Abbiamo scritto un ottimo post sul nostro blog.<br />
Siamo convinti che il contenuto è di qualità superiore, ma basterà ad avere successo nella <a href="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2l0Lndpa2lwZWRpYS5vcmcvd2lraS9CbG9nb3NmZXJh">blogosfera</a>? Purtroppo no. Il successo di un articolo dipende da molteplici fattori, che ho precedentemente descritto nel articolo &#8220;<a href="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5za2FuZGUuY29tL2ZhcmUtdW4tYmxvZy0yMDEyMDIuaHRtbA==">Fare un blog di successo</a>&#8221; e vanno oltre il contenuto. Infatti, ogni blogger, dopo aver scritto un post, dovrebbe intraprendere le azioni proposte nell&#8217;infografica di <strong><a href="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5kaXZ2eWhxLmNvbS93cC1jb250ZW50L3VwbG9hZHMvMjAxMi8wNC8xMi1UaGluZ3MtSW5mb2dyYXBoaWMtRmluYWwucGRm">Divvy HQ</a></strong>:</p>
<p>1. Ottimizzazione le parole chiave (attenzione a non fare <a href="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5za2FuZGUuY29tL2dvb2dsZS1wZW5ndWluLTIwMTIwNS5odG1s">incazzare il pinguino</a>, addirittura consiglia di pagare una campagna Adwords, gli piace vincere facile)<br />
2. Condividere il contenuto (lo faccio sempre anche io, un pò di <a href="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2l0Lndpa2lwZWRpYS5vcmcvd2lraS9TcGFt">spam</a> non fa male)<br />
3. Accorciare l&#8217;URL del post (si, almeno è più pratico da spammare)<br />
4. Diffondere messaggi personalizzati su piattaforme diverse (multy-spam)<br />
5. Mostrare una anteprima sulle altre piattaforme 2.0 (teaser-spam)<br />
6. Ricorrere al &#8220;bookmarking&#8221; per favorire la diffusione di contenuti (mah&#8230; per me quei siti non servono, lo si fa per scaramanzia)<br />
7. Fare commenti su altri blog (con moderazione altrimenti finite nelle blacklist di <strong><a href="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2FraXNtZXQuY29tLw==">Akismet</a></strong>)<br />
8. Cerca su Twitter gente a cui può interessare il post (spam ad personam)<br />
9. Aggiungi il post alla tua firma di posta elettronica (questa è una tecnica che non ho mai visto fare)<br />
10. Condividi il post con il target potenziale (pure?!)<br />
11. Aggiungi questo post alla prossima newsletter (non può mancare)<br />
12. Chiedere altri blogger a parlare del post (e qui fermatevi prima che qualcuno arrivi alle mani)</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2731" title="blog" src="http://www.skande.com/wp-content/uploads/2012/05/blog.jpg" alt="" width="600" height="2531" /> <img src="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&#038;post_id=2730" width="1" height="1" style="display: none;" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Battaglia per il search: Bing/Facebook contro Google</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 07:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Scandellari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>

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		<description><![CDATA[Sembra che assisteremo ad una nuova guerra sul web, questa volta per il controllo della ricerca sociale e la creazione di un motore di ricerca che faccia appello agli utenti nel riconoscere ai risultati autorevolezza e veridicità. Bing ha già preso posizione, in piedi accanto a Facebook. Microsoft ha reso pubblico da qualche giorno il ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="wp-image-2737 alignright" title="bing facebook" src="http://www.skande.com/wp-content/uploads/2012/05/bing-facebook-606x303.png" alt="" width="424" height="212" />Sembra che assisteremo ad una nuova guerra sul web, questa volta per il controllo della ricerca sociale e la creazione di un motore di ricerca che faccia appello agli utenti nel riconoscere ai risultati autorevolezza e veridicità. <a href="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2l0LmJpbmcuY29t"><strong>Bing</strong></a> ha già preso posizione, in piedi accanto a <a href="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5mYWNlYm9vay5jb20v"><strong>Facebook</strong></a>.</p>
<p>Microsoft ha reso pubblico da qualche giorno il &#8220;<em>primo aggiornamento importante</em>&#8221; al motore di ricerca Bing lanciato tre anni fa. Tra i cambiamenti nel algoritmo di ricerca l&#8217;inclusione dei &#8220;risultati di entità&#8221;, ma la vera rivoluzione si trova nella barra sociale sul lato destro dello schermo dove appariranno consigli presi su Facebook dagli amici dell&#8217;utente, recensioni e altre attività correlate in base al risultato (ehi, ma questo era l&#8217;obbiettivo di <a href="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy52b2x1bmlhLmNvbQ=="><strong>Volunia</strong></a>?!).</p>
<p>Anche se questa non è la prima volta che Bing e Facebook lavorano insieme, è lampante che <strong>Microsoft</strong> sia disposta a investire e lottare per affermarsi sulla ricerca sociale, introdotta da Google nel mese di gennaio con “<em>Search Plus Your World</em>”, con cui visualizzare i contenuti rilevanti suggeriti dalle cerchie degli amici in <strong>Google +</strong>, tecnica che non ha raggiunto il successo previsto.</p>
<p>Il dato più significativo di questa associazione, come ha spiegato l&#8217;amministratore delegato di <strong>Didit</strong>, &#8220;dal punto di vista sociale Facebook è molto più utile e più maturo di tutto ciò che Google ha saputo fare fino ad ora con Google +&#8221;. Inoltre, questa sidebar è simile a <em>Facebook Ticker</em>, venendo costantemente aggiornata dalle le azioni dei contatti. Inoltre Bing offrirà l&#8217;integrazione, anche se su scala minore, con <strong>Twitter</strong>.<br />
<img class="alignnone size-large wp-image-2727" title="Bing" src="http://www.skande.com/wp-content/uploads/2012/05/Bing-606x422.jpg" alt="" width="606" height="422" /> <img src="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&#038;post_id=2725" width="1" height="1" style="display: none;" /></p>
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		<title>Lady Gaga apre il suo social network</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 16:50:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Scandellari</dc:creator>
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		<category><![CDATA[featured]]></category>

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		<description><![CDATA[Lady Gaga, forte del successo planetario e detentrice del record di 24 milioni di follower su Twitter, lancia il suo social network personale. Il nome del social è Little Monsters che poi sono il nome con cui chiama i suoi fan, ovviamente lei è Mother Monster. Littlemonsters.com ha aperto i suoi battenti poche ore fa ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5sYWR5Z2FnYS5jb20=">Lady Gaga</a>, forte del successo planetario e detentrice del record di 24 milioni di follower su <strong>Twitter</strong>, lancia il suo social network personale.</p>
<p>Il nome del social è <strong>Little Monsters</strong> che poi sono il nome con cui chiama i suoi fan, ovviamente lei è <strong>Mother Monster</strong>.</p>
<p><strong><a href="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL2xpdHRsZW1vbnN0ZXJzLmNvbS8=">Littlemonsters.com</a></strong> ha aperto i suoi battenti poche ore fa e già sono moltissime le richieste, ho chiesto pure io per curiosità, ovviamente la tecnica di marketing ormai rodata è quella di non far entrare nessuno, oppure con il contagocce come se si fosse in una discoteca di grido.</p>
<p>Purtroppo non ho immagini prese in prima persona e devo utilizzare quelle dei &#8220;fortunati&#8221; che sono riusciti ad entrare, comunque sembra <strong>Pinterest</strong>.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-2745" title="littelmonster" src="http://www.skande.com/wp-content/uploads/2012/05/littelmonster-606x372.png" alt="" width="606" height="372" /> <img src="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&#038;post_id=2742" width="1" height="1" style="display: none;" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gli studiosi di Harvard spiegano perché Facebook e Twitter sono coinvolgenti</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 11:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Scandellari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>

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		<description><![CDATA[I ricercatori della prestigiosa università di Harvard negli Stati Uniti ha condotto una serie di esperimenti con cui hanno misurato le reazioni delle persone quando parlano di se stessi tentando di spiegare perché utenti utilizzano le piattaforme sociali. Attraverso gli aggiornamenti su Facebook, Twitter, Foursquare e altre reti sono in grado di generare soddisfazione nel ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-2703 alignright" title="Social Media" src="http://www.skande.com/wp-content/uploads/2012/05/Social-Media-270x166.jpg" alt="" width="270" height="166" />I ricercatori della prestigiosa università di <strong>Harvard</strong> negli Stati Uniti ha condotto una serie di esperimenti con cui hanno misurato le reazioni delle persone quando parlano di se stessi tentando di spiegare perché utenti utilizzano le piattaforme sociali.</p>
<p>Attraverso gli aggiornamenti su <strong>Facebook, Twitter, Foursquare</strong> e altre reti sono in grado di generare soddisfazione nel cervello simile a quella sentita quando mangiano cibo o fanno sesso: &#8220;sono come <em>Brain Candy</em> (caramelle per il cervello)&#8221;, dicono. Questo aiuta a spiegare, aggiungono, la ragione per la quale l&#8217;80 per cento dei contenuti condivisi su Internet sono auto-referenziali e legati alle proprie esperienze o sentimenti.</p>
<p>Il leader dello studio di Harvard, <strong>Diana Tamir</strong>, ha detto che lo stimolo ricevuto da parte del cervello è diverso quando l&#8217;utente parla di se stesso a quando pensa agli altri. La soddisfazione, in quest&#8217;ultimo caso, è minore.</p>
<p>Ha inoltre concluso che i commenti che altri utenti fanno sugli stessi stati influenzano la loro autostima.<br />
&#8220;Non abbiamo potuto determinare se le persone parlano di se stessi per il piacere che dà loro farlo per se, o perché si sentono contenti di avere un pubblico che legge e ascolta&#8221;, ma spiega perché le persone usano piattaforme come <strong>Facebook</strong> e <strong>Twitter</strong>. <img src="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?view=1&#038;post_id=2702" width="1" height="1" style="display: none;" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ford si affida ai migliori social media influencers</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 07:10:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Scandellari</dc:creator>
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		<category><![CDATA[featured]]></category>

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		<description><![CDATA[La campagna, sviluppata con l’agenzia della Ford, Blue Hive, unita alle risorse di PeerPerks individuerà in Francia, Spagna, Germania, Italia, Romania e Regno Unito,  i migliori “influencers” presenti sulla rete  per il settore automotive,  lifestyle e technology. La campagna tende a individuare i maggiori opinion makers sul web, basandosi sulla qualità e sulla capacità di ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-2714 alignright" title="ford b max" src="http://www.skande.com/wp-content/uploads/2012/05/ford_b_max-270x166.png" alt="" width="270" height="166" />La campagna, sviluppata con l’agenzia della <strong>Ford</strong>, <a href="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3RoZWJsdWVoaXZlLmNvbS8="><strong>Blue Hive</strong></a>, unita alle risorse di <strong>PeerPerks</strong> individuerà in Francia, Spagna, Germania, Italia, Romania e Regno Unito,  i migliori “influencers” presenti sulla rete  per il settore automotive,  lifestyle e technology. La campagna tende a individuare i maggiori <em>opinion makers</em> sul web, basandosi sulla qualità e sulla capacità di distribuire i contenuti sul web e social media. Per verificare se si è tra i prescelti basterà inserire le proprie credenziali su <strong><a href="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5wZWVyaW5kZXguY29tL3ZpcC9ibWF4Lz9yZWZlcj1za2FuZGU=">http://www.peerindex.com/vip/bmax/</a></strong> e verificare di essere nella lista dei <strong>1000 utenti</strong> più qualificati (casualmente io sono tra i &#8220;fortunati&#8221;, anche se non ho mai scritto di automobili) a cui sarà inviato un <strong>ologramma in 3D del Ford B-Max</strong>, creato con tecnologie finora usate solo dalle forze armate americane.</p>
<p><strong>Azeem Azhar</strong>, CEO di <a href="http://www.skande.com/wp-content/plugins/wordpress-feed-statistics/feed-statistics.php?url=aHR0cDovL3d3dy5wZWVyaW5kZXguY29t"><strong>PeerIndex</strong></a>, ha dichiarato: “questo è il momento di maggior influenza dei social media nel mondo del marketing. Il nostro approccio con un’azienda come Ford è stato quello di identificare le persone che guidano le discussioni sui social media, in modo da permettere a Ford di raggiungere i “decisori” e regalargli un oggetto unico. Questa campagna è sicuramente la dimostrazione di come l’influenza dei social media  può essere usata nel marketing per creare buzz intorno ad un brand”.</p>
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