Ho letto con stupito interesse l’articolo a firma Sergio Ragone sull’Unità di ieri, dal titolo imbarazzante: “A cosa serve la verità se ognuno ha la propria?“. E’ stato proprio il titolo inconsueto ad attirare la mia attenzione. L’autore si è espresso a proposito della triste (democraticamente parlando) vicenda che ha visto l’on. Pier Luigi Bersani, segretario del Partito Democratico, attaccare duramente Beppe Grillo (e IDV) dandogli dello squadrista digitale:

Il nostro panorama si muove tra improvvisati comunicatori, politici che per condividere il loro lavoro decidono bene di spammare ogni loro pensiero, uffici stampa che inventano strategie di comunicazione sui social media e, soprattutto, presunti capipopolo che, nelle “bacheche di provincia”, agitano i loro followers con lo stesso piglio  del comico genovese, magari contro il sindaco di turno che ha fatto chiudere una strada per riqualificarla. Questo, che non è fascismo, è però un problema per la democrazia, una deriva preoccupante e pericolosa per il dibattito e la contrapposizione civile tra le parti. [...] Ci avviamo ad una nuova e dura campagna elettorale, che non si vincerà sul web ma si giocherà anche li. A pagarne le spese potrebbe essere la già debole Politica, che non ha certo bisogno di altri colpi mortali. E siamo solo all’inizio.

Sono amareggiato dal leggere sull’organo ufficiale del “Partito Democratico“, uno scritto così arrogante e antidemocratico, se fosse ancora aderente ai precetti e agli ideali della cultura progressista di cui fa parte, dovrebbe incoraggiare il libero scambio di opinioni, le critiche e controbattere con argomenti, proposte e idee a tutte le situazioni di crisi. Abbiamo fortemente voluto lo strumento digitale, in cui tutti noi cittadini possiamo far arrivare la voce a chi ci segue e infrangere il muro dell’informazione mainstream dei potentati economici che ci hanno da sempre imposto l’informazione. Non saranno una casalinga Treviso, un bracciante lucano o un pastore abruzzese, nei loro profili Facebook a mettere in crisi la democrazia italica, se così fosse, le azioni del Social Network USA non crollerebbero così miseramente in borsa.
Antonio Gramsci ha detto: “Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza“.
Ritornate a fare LA Politica, perderete sempre non non tenendo conto delle voci dei cittadini; l’incantesimo si è rotto, ora serve il coraggio, il coraggio di rinnovarsi: rinnovare i volti, le idee e gli entusiasmi, proprio come avrebbe voluto Gramsci.

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