Il contenuto originale e ben scritto è vitale per apparire nelle SERP del maggiore motore di ricerca. Il valore del contenuto scadente è penalizzato dagli aggiornamenti di Google Panda, perché, non solo il contenuto deve essere unico, ma deve anche essere abbastanza interessante per convincere la gente a condividerlo sui maggiori social network e ad essere ripreso e citato su altri blog con backlinks.
La bellissima e divertente Infografica realizzata da expand2web (grazie @pubblicodelirio per avermela segnalata) mostra i danni di un pessimo contenuto, scritto male, confuso e poco interessante, confrontandolo con uno ben pagato in cui l’autore si è prodigato a renderlo perfetto. Sul post del blog che precede la grafica, l’autore prende l’esempio USA dove alcuni si affidano a scrittori filippini: “Posso ottenere articoli per $ 5 ciascuno nelle Filippine, dove parlano inglese!”. A me fa sorridere perché proprio qualche giorno fa sul blog di Riccardo Esposito mysocialweb.it era uscito un articolo denuncia che citava reclutatori di “monkey writer“, ovvero articolisti che scrivessero ad UN EURO al “pezzo”, non importava per il reclutatore, se fossero scritti bene o avessero contenuti interessanti, l’importante era avere ad un prezzo basso tanti contenuti da divulgare.
La problematica comunque non esiste solo da oggi, o dall’avvento dei quotidiani on-line e blog, da sempre chi è interessato ad avere il tesserino da giornalista in BLASONATI E AUTOREVOLI quotidiani (anche cartacei) si vedrà ricevere in pagamento per ogni suo “pezzo” 2,00 EURO!, alcuni miei amici hanno speso il doppio di parcheggio per assistere alla conferenza stampa di cui avevano avuto l’incarico di scrivere.
“Due euro al pezzo: inchiesta sul nuovo precariato giornalistico“, è il titolo di una tesi con cui una studentessa in giornalismo, Chiara Baldi, si è laureata alla Sapienza di Roma, e che porta a conoscenza (per i non addetti ai lavori che da sempre conoscono questa pratica) qual’è la dura realtà che circonda questo mondo in cui molti sognano di accedere. (grazie a @sandrablog_it per la segnalazione)
Di seguito la infografica, che alla luce della precedente riflessione, fa venire voglia di emigrare nelle Filippine.








Voglio ringraziare Riccardo per il link ma anche per aver dato voce a questo problema.
Un problema che nasce dall’errata percezione del nostro lavoro: un webwriter non è “una persona che scrive”, ma un professionista che conosce i linguaggi del web, sa come parlare alle persone, ha delle competenze che non si trovano per strada.
Ancora grazie a Riccardo, e complimenti per questo bell’esempio di post nato dalla collaborazione improvvisata e dislocata su diversi social!
Alla luce di quanto detto in questo articolo (tutto sacrosanto e condiviso), ne approfitto per segnalare l’iniziativa Contenuti di Qualità, il primo content marketplace che non sfrutta chi scrive!!!
A breve dovrebbe uscire su Ninja Marketing un articolo che parla di noi. Complimenti comunque per l’articolo!
Roberto Z
La situazione è anche peggio: le ultime proposte che girano sul web sono 2:
1) si scrive gratis e si guadagna con una percentuale sulle entrate adsense
2) si scrivono 5 pezzi al giorno da lunedì a sabato per 50 euro lordi al mese (ma se sei bravo ti danno il bonus!!!)
In teoria tutto questo potrebbe diventare sempre meno redditizio per questi editori improvvisati grazie a Panda, Penguin, Search Plus Your World e l’Author Rank.
Ma è ancora presto per dirlo…
Ho visto il sito di “Contenuti di Qaulità”, ma mi pare che gli scrittori siano una squadra interna, non vedo modi per partecipare e proporsi. O sbaglio?
la stessa cosa succede per le voci degli spot audio. ci abbiamo messo 15 anni per dare dignità e paga ai “doppiatori”, ne sono bastati 8 di faccendieri per tornare a un tot al kg.
Appartengo alla categoria dei giornalisti a cui per anni sono stai fatti contratti di segreteria (pur firmando i pezzi) , l’ultimo a tempo indeterminato in attesa del famigerato contratto da praticante. Ma al mometo fatidico, hanno ben pensato di sostituirmi (me ed altre due nelle medesime condizioni) con stagisti TOTALMENTE gratis. Dopo 6 anni la ns giustizia ci tiene ancora lungamente col fiato sospeso ed è stata buona cosa trovare quei post a 3 euro () da casa….Ora con l’esperienza anche il guadagno è diventato maggiore. Ma sapete quale è l’assurdo? Che metto lo stesso impegno sia quando mi pagano 3 euro che 60. E che quelli dei 3 euro hanno avuto pure il coraggio di richiedere la perfezione del panda! Mah.
si, 150 dollari ma per favore…. 115 euro ad articolo vuol dire che una persona in un mese, ne fa 1 al giorno x 21 gg di lavoro, sono 21 articoli per 2.415 euro ?????? ma scherzate???? 8 ore al giorno per fare 1 articolo? un blog o una rivista mediamente pubblica 20 news al giorno, sarebbero 20 x 21 gg = 420 articoli = 48.300 euro al mese solo di contenuti, senza dimenticare tutto il resto. Considerando che il 99.99 % dei siti sono gratis e vivono di pubblicità, pensate davvero che esiterebbero siti di informazione ????? Secondo me un articolo super ottimo non può superare i 50 euro visto che considero 4 ore anche ampiamente suff. a scrivere 600 parole ben documentate. Chi scrivi a 2 euro a news, spesso scrive cagate e le scrive pure male !!!!
Articolo molto interessante. Anche io sto affrontando questo problema che è diventato preoccupante, soprattutto tenendo conto che molti di noi che per mestiere sono web writing, seo, copywriter e articolisti, sono professionisti seri che svolgono il proprio lavoro coscienziosamente e con serietà, per finire alla mercé dei soliti caporali che pagano 2 euro… quando va bene. Per chi fosse interessato al mio progetto:
http://lavorarescrivendo,blogspot.it
Credo che il mercato del copy sia veramente un macello. Basta entrare nei più famosi forum per trovare copywriter (per lo più ragazzini) che si propongono per pochi spicci. Il risultato ovviamente è pessimo, ma per chi ha solamente bisogno di riempire siti e blog di contenuti inutili vanno benissimo. Però vedendo determinati prezzi, molti credono che un buon articolo si debba pagare non più di 10 euro.