L’azienda inglese Content + ha pubblicato una splendida infografica in cui mi ci riconosco e dove è descritta per sommi capi l’opera che svolgo con i miei clienti. Nel loro articolo “The anatomy of content marketing: the heart of online success“ spiegano come sono giunti a questa sintesi citando dati presi da diversi studi (leggi l’articolo completo in lingua originale)
Content marketing: Un modo di creare e condividere contenuti per promuovere un’idea, coinvolgere un pubblico e spingerlo a compiere l’azione. Si tratta di un approccio integrato e mirato al marketing che ha al centro contenuti di qualità.
Per il 37% dei marketer i blog aziendali sono una sorta di valore aggiunto alla loro comunicazione. L’avere incorporato un blog può generare al sito fino al 55% di visite in più, aumentare fino al 97% di link in ingresso e aumentare il numero di pagine indicizzate del 434%
Un blog che venga costantemente aggiornato con notizie e informazioni, crescerà di volume, qualità e reputazione e attirerà i lettori che a loro volta ne condivideranno il contenuto. I blog di altri settori si collegheranno al tuo sito aumentandone l’autorevolezza. Le pagine di un blog hanno l’87% in più di link in ingresso rispetto alle pagine statiche del sito e sono il 63% più efficaci per influenzare le decisioni di acquisto, la lettura dei post riesce a generare un atteggiamento positivo verso la marca che dimostrerà di sapere dell’argomento che tratta.
Il blog aumenta l’efficacia delle strategie di marketing sui social media e fruttandolo come fulcro, nelle comunicazioni sociali, può essere utilizzato per misurare l’efficacia del ritorno e nella generazione di lead.
Che dire, l’inserirò tra la documentazione da far vedere ai clienti, peccato solo di non averla fatta io, anche se non sarebbe venuta così bene.







Grande Skande.
Ne servirebbe davvero una versione in italiano da usare per i clienti!!!
ciao Riccardo,
ti incontro ora.
Secondo te in italia, non funziona di più FB che Twitter?
cosa ne pensi?
@Manuel su FB ci sono 20 milioni di italiani (fake inclusi) su Twitter (si dice) qualcosa di più di 3 milioni.
Quello che “funziona” è relativo al nostro impegno, conosco aziende che lavorano con molto profitto anche solo con Google + e LinkedIn, non è la piattaforma ma l’uso che se ne fa a funzionare…
Grazie @Riccardo!
Ne terrò conto certamente.
a presto.
E’ fondamentale la qualità.Quando vesto i panni dell’utente, in base alle esigenze che ho in quel momento mi affido ad uno sguardo rapido in rete.Googlando trovo di tutto!Dai siti peggio organizzati alle locandine di eventi che sono imbarazzanti, slogan pubblicitari banali, immagini del brand, che dovrebbe raccontare l’azienda, di cui non si capisce nulla.
Il problema principale è nella gestione della qualità, spesso ridimensionata e relegata ai confini dell’improvvisazione.Secondo me, qualunque cosa tu metta in rete, hai la responsabilità di sviluppare un prodotto di buon livello, a farlo funzionare ci penseranno i professionisti.Secondo me l’immaginario collettivo è ancora distante dal concetto di mercato globale, di rapporti reali in ambiente virtuale, sia che riguardi informazioni, sia che si tratti si store in genere, nonostante siamo tutti connessi c’è sempre quel velo di superficialità…