Prendo spunto da un ottimo articolo di oggi su “il Giornalaio” di oggi per mostrarvi il grafico dell’andamento degli investimenti pubblicitari sui giornali cartacei; diminuiti di due terzi da 60 miliardi di dollari alla fine degli anni 1990 a 20 miliardi nel 2011 negli USA.
Come suggerisce l’articolo The Collapse of Print Advertising in 1 Graph questo non significa che i giornali stampati siano morti, ma che per per far fronte a questo potente disinvestimento da parte dei committenti sono costretti a chiudere quelli meno popolari e ridurre drasticamente personale e struttura pensata per un investimento tre volte superiore.
Un cocktail micidiale di crisi economica e migrazione digitale dei lettori, che farà rimanere in vita solo quelli più autorevoli e interessanti.

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