
Prendo spunto da un ottimo articolo di oggi su “il Giornalaio” di oggi per mostrarvi il grafico dell’andamento degli investimenti pubblicitari sui giornali cartacei; diminuiti di due terzi da 60 miliardi di dollari alla fine degli anni 1990 a 20 miliardi nel 2011 negli USA.
Come suggerisce l’articolo The Collapse of Print Advertising in 1 Graph questo non significa che i giornali stampati siano morti, ma che per per far fronte a questo potente disinvestimento da parte dei committenti sono costretti a chiudere quelli meno popolari e ridurre drasticamente personale e struttura pensata per un investimento tre volte superiore.
Un cocktail micidiale di crisi economica e migrazione digitale dei lettori, che farà rimanere in vita solo quelli più autorevoli e interessanti.
Il collasso pubblicitario della stampa cartacea in un grafico
6 Commenti
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Sicuro che a rimanere in vita saranno i più autorevoli e interessanti, e cioè quelli che hanno i costi maggiori?
Io credo di si, l’importante e ristrutturare e adeguarsi ai nuovi mezzi di diffusione con rapidità…
Se togliessimo pure i finanziamenti pubblici all’editoria, chiuderebbero quasi tutti. Solo un giornale in Italia ha dichiarato di non voler fruire di contributi pubblici. Ma non facciamo nomi per non sembrare di parte.
io credo sia meglio scappare!
[...] appena visto il grafico ( http://www.skande.com/collasso-pubblicitario-stampa-201203.html) dell’andamento degli investimenti pubblicitari sui giornali statunitensi dal 1950 a oggi. [...]
[...] http://www.skande.com – Today, 7:44 AM [...]