Twitter è uno strumento incredibilmente utile, ma anche incredibilmente esigente. Pubblicare contenuti interessanti, interagire con chi ci segue e occasionalmente, partecipare a conversazioni è più faticoso di quanto possa sembrare. Pertanto non sorprende che ci sia un momento in cui gli utenti soffrano di blocchi creativi su cosa scrivere. (è sempre valido il divertente articolo di Rudy Bandiera su “Come avere successo sui social media“)
Concentrare un contenuto interessante e ad effetto in soli 140 caratteri (a cui dobbiamo pure decurtare lo spazio per il link) è una sfida contro noi stessi, pena il non venire capiti e risultare noiosi con l’effetto di non avere retweet, citazioni, click sul link e interazioni con i follower.
Sbagliare un twittata capita a tutti ma sbagliarne una serie rischia di compromettere, oltre che al proprio ego, anche il punteggio di klout e non ottenere la visibilità all’articolo che si vuole promuovere, una vera sciagura per i blogger abituati a basarsi sui numeri e le statistiche utili per ottenere dalle aziende prodotti omaggio e compensi per i post.
Il “Twitter block” è simile al blocco dello scrittore, solo che il dramma si sviluppa su 140 caratteri. Per combattere e prevenire questo stato ansioso e prima di impazzire a causa di Twitter, Ragan.com ha suggerito tutta una serie di pratiche volte a superare la crisi:
1. Tweetare un pezzo importante del contenuto del articolo due o tre volte al giorno, in tempi diversi. Modificare il testo per mantenerlo fresco. (per i blogger)
2. Utilizzare un’applicazione di pianificazione, come Buffer o Crowdbooster per diluire e programmare nella giornata le uscite, ma attenzione a farlo quando siete a disposizione per rispondere alle persone che interagiranno con i contenuti.
3. Invia una foto interessante e aggiungi un contenuto pertinente.
4. Trova cinque persone che ti seguono, leggi la loro biografia sul loro sito web oppure su linkedIn, e parlare con un commento o un complimento. (atto di paraculagine 2.0)
5. Se stiamo leggendo un libro con l’applicazione Kindle, siamo in grado di salvare qualche frase interessante e poi pubblicarla su Twitter. (con un libro cartaceo basta riscriverla)
6. Porre domande per promuovere l’interazione con i nostri seguaci.
7. Dare piccoli assaggi dei nostri progetti personali e professionali. (non esagerando altrimenti passiamo per spammer)
8. I messaggi che sono legati gli uni agli altri etichettiamoli con un hashtag per rendere chiaro che i tweets sono parte di una serie.







L’articolo è, come al solit, bello… Ma a sto giro la foto è più bella ancora!!!
Buongiorno Skande!
Ti seguo sempre con incredibile interesse!
Mi sento però di dire qualcosina circa la programmazione dei tweet.
hai perfettamente ragione circa la prontezza con cui dovremmo interagire con chi ci menziona, ma attenzione all’effetto boomerang: più volte nei giorni di dramma clou post terremoto, mi sono trovata a leggere in mezzo a tweet di aiuto/solidarietà e via dicendo, tweet che parlavano roboticamente di acconciature primavera/estate 2012, musthave in fatto di abiti e via dicendo. Ti lascio immaginare i feedback :)
grazie ancora dei tuoi preziosi contributi!
@pennuta sono perfettamente d’accordo con te! Brava!
Ciao. Mi sento di dover dare un parere a pennuta.
Io capisco la situazione pre, durante e post-terremoto ma ci sono attività che – purtroppo – devono andare avanti e non devono essere viste con ‘cattiveria’.
Mi viene subito in mente la critica che ha ricevuto Melissa Satta quando, nella giornata della scossa di terremoto emiliana più forte, ha pubblicato una foto in cui provava un paio di occhiali ed è stata subito criticata in quanto “non aveva tatto” per la situazione drammatica che stava avvenendo. Se avesse sfruttato il suo account per rimbalzare tweet di aiuto e solidarietà oltre a pubblicare ‘quella’ foto… avrebbe ricevuto lo stesso critiche. E mi chiedo: perchè?
Il mondo purtroppo non si ferma se succede qualche sciagura e attività lavorative vanno comunque avanti.
P.s.: per evitare di essere compreso male, preferisco sottolineare che non scrivo a sfavore delle vittime del terremoto. Sono scampato al terremoto de L’Aquila del 2009 (e dopo 3 anni ne parlo ancora per non fa calare gli occhi all’Abruzzo) e capisco perfettamente cosa stanno vivendo in Emilia.
Aggiungo un’altra opinione che scrissi a Gossip.Attualissimo.it che mi menzionò per un mio tweet per l’argomento “Melissa Satta”. Si tratta di un’opinione diretta agli account dei vip (argomento di un loro articolo) ma che comunque si può abbinare a TUTTI, specialmente a chi ha un alto numero di follower e quindi un eco maggiore.
” Detto questo vorrei ribadire un pensiero che sicuramente hanno in mente molti di noi: la ‘fortuna” di un vip su canali come Twitter, fan page di Facebook e quant’altro è ovviamente l’alta visibilità che hanno grazie ai loro fan. Quindi, invito non solo la Satta ma anche tutti gli altri vip (criticati e non) a rimbalzare ogni aggiornamento relativo al terremoto (numeri di accoglienza o di donazioni, news sulle richieste di aiuto, nuove attività per aiutare gli sfollati, etc.) usufruendo dei giusti hashtag su Twitter (#terremoto, #Emilia, #emergenza) e invito, non solo loro ma tutti, a evitare battute e frasi ironiche verso il terremoto e i terremotati. “
Sono perfettamente d’accordo. Il mondo non si è mai fermato per nessuno e spesso Twitter subisce delle vere e proprie onde in base al momento o al fatto dell’ultimo secondo. Ricordate la storia di Kony 2012 ? Grande interesse per l’argomento per massimo una settimana poi …il nulla. Alla Satta ( ma chi la conosce !! ) vuoi che gliene freghi qualcosa del terremoto ? La gente che stava sotto scossa del terremoto dubito che abbia twittato qualcosa … sarebbe perlomeno surreale stare con un cellulare in mano a digitare la frase ispirata o la paraculata 2.0 mentre il tuo piccolo-grande mondo crolla.
@Luca temo che anche su Twitter si stia generando un ondata moralizzatrice un poco esagerata, a volte le battute sono tacciate di sciacallaggio…
Sì, hai completamente ragione.
C’è chi twitta per dare realmente una mano, seppur virtuale, e chi lo fa solo per ‘farsi bello’ agli occhi degli altri utenti. Purtroppo ci sarà sempre quest’atteggiamento…